Il difensore dell’Inter e della Nazionale è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Milano
L’inchiesta sul presunto giro di escort destinato a clienti facoltosi e personaggi dello sport registra una svolta destinata a far discutere. Alessandro Bastoni, difensore dell’Inter e della Nazionale italiana, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Milano con l’accusa di prostituzione minorile. Si tratta, allo stato, di un’ipotesi investigativa che dovrà essere verificata nel corso delle indagini e sulla quale il calciatore avrà la possibilità di fornire la propria versione dei fatti.
Secondo gli inquirenti, Bastoni avrebbe avuto nel 2020 un presunto rapporto sessuale a pagamento con una ragazza che all’epoca aveva 17 anni. Per questo motivo gli è stato notificato un invito a comparire: l’interrogatorio davanti ai magistrati è stato fissato per venerdì 3 luglio.
L’accusa e la convocazione davanti ai magistrati
L’indagine è coordinata dalla pm Rosaria Stagnaro e dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini, con le investigazioni affidate al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza.
L’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un passaggio tecnico dell’inchiesta e non costituisce una prova di colpevolezza. Proprio per questo Bastoni sarà ascoltato dai magistrati, ai quali potrà chiarire la propria posizione.
La giovane coinvolta nella vicenda, ascoltata come testimone, ha negato che vi sia stato un rapporto sessuale a pagamento, ma gli investigatori ritengono che alcuni elementi raccolti nel fascicolo meritino ulteriori approfondimenti.
Il presunto giro di escort per clienti vip
L’inchiesta ruota attorno alla Ma.De Milano, società di eventi che, secondo l’accusa, sarebbe stata utilizzata come copertura per organizzare incontri riservati tra escort e clienti facoltosi.
Gli investigatori ipotizzano l’esistenza di un’organizzazione dedita al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, con serate organizzate tra locali esclusivi e hotel di lusso milanesi. In alcune occasioni, secondo gli atti dell’indagine, sarebbero state offerte anche sostanze stupefacenti.
Al centro dell’inchiesta figurano Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, compagni nella vita e finiti agli arresti domiciliari lo scorso aprile. I due hanno respinto tutte le accuse.
Calciatori ascoltati come testimoni
Nel corso delle indagini sono stati sentiti come persone informate sui fatti diversi calciatori di Serie A.
Tra questi figurano Daniel Maldini, attaccante dell’Atalanta e figlio della leggenda rossonera Paolo Maldini, Riccardo Calafiori, oggi all’Arsenal e in Nazionale, Kevin Bonifazi e altri sportivi.
Al momento, sono stati ascoltati esclusivamente come testimoni e non risultano indagati.
Le chat e la pista dei pagamenti
Gli investigatori stanno analizzando il contenuto dei telefoni cellulari sequestrati agli arrestati e ad alcune ragazze coinvolte nell’inchiesta.
L’obiettivo è ricostruire eventuali appuntamenti attraverso messaggi, contatti e conversazioni, utilizzando anche decine di nomi di calciatori come parole chiave nelle ricerche informatiche.
Parallelamente viene ricostruito il flusso di denaro che, secondo la Procura, sarebbe transitato attraverso gli organizzatori, i quali avrebbero trattenuto circa il 50% dei compensi versati per le presunte prestazioni sessuali.
L’inchiesta è ancora nella fase preliminare e saranno i successivi accertamenti, insieme agli interrogatori già programmati, a chiarire la posizione di tutti i soggetti coinvolti.

