L'annuncio nel corso dell'ultima puntata di Chi l'ha visto con Federica Sciarelli alla conduzioneL'annuncio nel corso dell'ultima puntata di Chi l'ha visto con Federica Sciarelli alla conduzione

A “Chi l’ha visto?” Gildo Claps annuncia che la Procura di Potenza ha riaperto da due anni le indagini sul ritrovamento del corpo e sulle possibili complicità

A oltre trent’anni dalla scomparsa di Elisa Claps, arriva una rivelazione destinata a riaccendere l’attenzione su uno dei casi di cronaca nera più dolorosi della storia italiana. A svelarla è stato Gildo Claps, fratello della giovane, durante l’ultima puntata di “Chi l’ha visto?”, la trasmissione di Rai 3 che Federica Sciarelli ha voluto chiudere tornando proprio sulla vicenda che più di ogni altra ha accompagnato il suo percorso professionale.

La notizia riguarda l’attività della Procura di Potenza, che avrebbe deciso di tornare a indagare su alcuni aspetti ancora irrisolti del caso.

La rivelazione di Gildo Claps in diretta tv

Nel corso della trasmissione, Gildo Claps ha annunciato un importante sviluppo investigativo.

«Da due anni la Procura di Potenza ha riaperto con coraggio le indagini sul ritrovamento del corpo e sulle complicità», ha dichiarato davanti alle telecamere.

Parole che riportano al centro dell’attenzione un’inchiesta che, nonostante la condanna definitiva dell’assassino, continua a presentare interrogativi mai completamente chiariti.

Accanto a lui era presente anche la madre di Elisa, Filomena Iemma, simbolo di una battaglia lunga decenni per ottenere verità e giustizia.

Le possibili complicità ancora da chiarire

L’attenzione degli investigatori non riguarderebbe più soltanto l’autore materiale del delitto, Danilo Restivo, ma anche le eventuali responsabilità di chi potrebbe aver favorito il lungo occultamento del corpo della ragazza.

I resti di Elisa Claps, scomparsa il 12 settembre 1993 quando aveva appena 16 anni, furono ritrovati soltanto nel 2010, nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità di Potenza, dove erano rimasti nascosti per ben diciassette anni.

Una circostanza che ha sempre alimentato dubbi e interrogativi su possibili aiuti ricevuti dall’assassino.

La condanna di Danilo Restivo e il delitto in Gran Bretagna

Dopo la scomparsa di Elisa, Danilo Restivo si trasferì nel Regno Unito.

Nel 2002, a Bournemouth, uccise anche la vicina di casa Heather Barnett, venendo successivamente condannato dalla giustizia britannica a una pena di almeno 40 anni di carcere.

In Italia, invece, Restivo è stato condannato in via definitiva a 30 anni di reclusione per l’omicidio di Elisa Claps.

La sua responsabilità penale è ormai accertata, ma la famiglia continua a chiedere che venga fatta piena luce su tutto ciò che accadde dopo il delitto.

«Non disperate mai»: l’appello alle altre famiglie

Pur riconoscendo la complessità dell’inchiesta, Gildo Claps ha voluto lanciare un messaggio di speranza.

«È un’indagine difficile, complessa, però siamo ottimisti. Credo che sia un bel segnale anche per le tante famiglie i cui casi sono ormai sepolti: non disperate mai», ha detto durante la trasmissione.

Un invito rivolto a chi, dopo anni di attesa, continua ancora oggi a cercare risposte sulla sorte dei propri cari.

Un caso che continua a interrogare l’Italia

L’inchiesta sulla scomparsa di Elisa Claps rappresenta uno dei capitoli più complessi della cronaca giudiziaria italiana.

Nel 1999 il fascicolo fu trasferito dalla Procura di Potenza a quella di Salerno, competente per i procedimenti che coinvolgono magistrati lucani, dopo le dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Gennaro Cappiello, che chiamò indirettamente in causa il pubblico ministero titolare delle prime indagini.

Oggi, a distanza di oltre tre decenni dalla scomparsa della studentessa, la riapertura degli accertamenti potrebbe consentire di fare luce sugli ultimi aspetti ancora oscuri di una vicenda che continua a segnare profondamente la memoria del Paese.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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