La 26enne ricoverata all'ospedale Cannizzaro di CataniaLa donna è stata trasferita all'ospedale Cannizzaro di Catania

La donna è stata trovata con un trauma cranico, il volto tumefatto e segni di strangolamento

Una semplice videochiamata tra amiche si è trasformata in pochi istanti in un incubo. Una donna stava parlando con alcune conoscenti quando il compagno le avrebbe intimato: «Dammi il telefono». Al suo rifiuto sarebbe scoppiata una violenta aggressione, seguita dalle urla della vittima e dall’improvvisa interruzione della chiamata. È stato proprio il sangue freddo delle amiche, che hanno immediatamente allertato la polizia, a evitare conseguenze ancora più gravi.

Per l’accaduto è stato fermato Francesco Patania, 33 anni, di Catania, accusato di tentato femminicidio. La donna è ricoverata in ospedale con gravi lesioni, ma è stata dichiarata fuori pericolo.

L’allarme lanciato durante la videochiamata

Secondo la ricostruzione degli investigatori, la vittima era impegnata in una videochiamata con alcune amiche quando il compagno avrebbe cercato di strapparle il cellulare dalle mani.

La donna si sarebbe opposta e, pochi istanti dopo, le persone rimaste collegate avrebbero assistito alla lite.

Prima le urla, poi il silenzio.

Non riuscendo più a mettersi in contatto con lei, le amiche hanno immediatamente chiamato la sala operativa della Questura di Catania, facendo scattare i soccorsi.

La scoperta della polizia

Gli agenti hanno raggiunto l’abitazione, ma per diversi minuti nessuno ha aperto la porta.

È stato quindi richiesto l’intervento dei vigili del fuoco, che hanno consentito l’accesso all’appartamento.

All’interno i poliziotti hanno trovato una scena devastante: macchie di sangue in diverse stanze, mobili danneggiati e oggetti distrutti.

In camera da letto c’erano il 33enne, che secondo gli investigatori stava fingendo di dormire, e la compagna, visibilmente sotto choc.

La donna aveva il volto tumefatto, numerose ferite e segni evidenti di violenza.

Le gravi lesioni riportate

Trasportata d’urgenza dal 118 in ospedale, la vittima è stata sottoposta agli accertamenti medici.

I sanitari hanno riscontrato segni compatibili con un tentativo di strangolamento, la frattura delle ossa nasali, un trauma cranico e un’emorragia cerebrale, condizioni che nelle prime ore avevano fatto temere il peggio.

Solo successivamente il quadro clinico si è stabilizzato e la donna è stata dichiarata fuori pericolo, pur restando ricoverata.

Una relazione segnata da violenze e controllo

Dalle testimonianze raccolte dagli investigatori sarebbe emerso che il rapporto, iniziato da meno di un anno, era caratterizzato da continui litigi e da un comportamento fortemente possessivo dell’uomo.

Già nel febbraio scorso la polizia era intervenuta per un episodio di violenza ai danni della compagna.

Inoltre, nel 2023, Francesco Patania era stato ammonito dal questore per maltrattamenti nei confronti dell’ex moglie.

Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il fermo, disponendo la custodia cautelare in carcere.

L’inquietante precedente familiare

Durante gli accertamenti è emerso anche un particolare che gli investigatori definiscono inquietante.

Il padre del 33enne, 56 anni, si trova infatti detenuto con l’accusa di tentato femminicidio.

Pochi mesi fa, dopo essere uscito dal carcere, avrebbe raggiunto l’ex moglie a bordo di uno scooter e l’avrebbe colpita più volte con un coltello durante una violenta aggressione avvenuta a Catania.

La donna, gravemente ferita, era riuscita a rifugiarsi in un negozio, ma era stata raggiunta dall’ex marito, che avrebbe continuato a colpirla.

Secondo i medici dell’ospedale Cannizzaro, una delle coltellate aveva sfiorato il cuore «per questione di millimetri», rendendo il suo salvataggio quasi miracoloso.

Due vicende distinte, ma accomunate da un drammatico filo conduttore che oggi torna al centro delle indagini della magistratura catanese.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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