La 75enne di Ziano di Fiemme era stata punta durante una passeggiata nei prati vicino a casa, la malattia è peggiorata in poche settimane
Quella che sembrava una semplice passeggiata nei prati si è trasformata in una tragedia. Giovanna “Gianna” Sommavilla, 75 anni, non è sopravvissuta alle complicazioni provocate da un morso di zecca, che ha causato una grave encefalite da zecca (Tbe).
La donna, molto conosciuta in Val di Fiemme, sarebbe stata punta lo scorso 8 giugno nei prati vicini alla propria abitazione di Ziano di Fiemme.
Poche ore dopo hanno iniziato a manifestarsi i primi sintomi. I familiari l’hanno accompagnata all’ospedale di Cavalese, dove i medici hanno immediatamente avviato le cure e la profilassi.
Nonostante il ricovero, però, il quadro clinico ha continuato a peggiorare.
Il trasferimento in elicottero e il decesso
Con il passare dei giorni l’infezione ha raggiunto il sistema nervoso centrale.
Il 20 giugno, vista la gravità della situazione, la donna è stata trasferita d’urgenza in elicottero all’ospedale Santa Chiara di Trento, dove è stata ricoverata nel reparto di terapia intensiva.
I medici hanno tentato di contrastare l’evoluzione della malattia, ma l’encefalite provocata dal virus trasmesso dalla zecca ha causato danni cerebrali irreversibili.
Dopo circa un mese di ricovero, Giovanna Sommavilla è deceduta.
Chi era Giovanna Sommavilla
Docente e assistente di laboratorio all’Istituto d’arte ladina, Giovanna Sommavilla era una figura molto conosciuta e stimata in Val di Fiemme.
Da circa trent’anni faceva parte degli Schützen, l’associazione che custodisce le tradizioni dei tiratori tirolesi.
La Schützenkompanie Ladins de Fasha l’ha ricordata con un messaggio carico di commozione.
«Da trent’anni era una presenza costante e fondamentale per la nostra Compagnia. Ha rappresentato un punto di riferimento per tutte le donne entrate a far parte del gruppo nel corso degli anni».
Lascia i figli Pierangelo e Margherita. I funerali sono stati fissati per oggi, 13 luglio, nella chiesa di Moena.
Zecche, cresce il numero dei casi di encefalite in Trentino
Il caso riporta l’attenzione sul rischio rappresentato dalle zecche, presenti ormai in gran parte del territorio trentino.
Secondo i dati dell’Azienda sanitaria provinciale, l’intera provincia può essere considerata potenzialmente esposta, anche se negli ultimi anni le infezioni si sono concentrate soprattutto in Val di Non, Val di Cembra e Valle dei Laghi.
Le principali malattie trasmesse da questi parassiti sono due.
La più frequente è la malattia di Lyme, che tra il 2000 e il 2020 ha fatto registrare 372 casi, con una media di circa 17 all’anno, in costante aumento.
L’altra è la Tbe (Tick-Borne Encephalitis), l’encefalite da zecca che ha colpito la 75enne. Nello stesso periodo sono stati registrati 204 casi, pari a una media di 9,7 ogni anno.
Negli ultimi cinque anni, però, il dato è cresciuto sensibilmente: la media annuale è salita a 23,2 casi, più del doppio rispetto agli anni precedenti.

