Claudia MastrovalerioClaudia Mastrovalerio

La giovane stava raggiungendo l’ex Magneti Marelli quando è caduta dalla sua Yamaha R6

Era uscita di casa all’alba per raggiungere il posto di lavoro, come faceva abitualmente. Quel tragitto, però, si è trasformato in una tragedia. Claudia Mastrovalerio, 24 anni, ha perso la vita nella mattinata di mercoledì 15 luglio in un incidente stradale avvenuto in corso Garibaldi, a Venaria Reale. La giovane viaggiava in sella alla sua amata Yamaha R6 quando, per cause ancora tutte da chiarire, è caduta rovinosamente sull’asfalto.

I soccorritori hanno tentato disperatamente di salvarla, ma le ferite riportate si sono rivelate troppo gravi. La notizia della sua morte ha profondamente colpito amici, colleghi e tutti coloro che la conoscevano.

L’incidente mentre stava andando al lavoro

L’incidente si è verificato intorno alle 5.30 del mattino.

Claudia Mastrovalerio stava percorrendo corso Garibaldi in direzione dello stabilimento dell’ex Magneti Marelli, dove avrebbe iniziato il turno di lavoro poco dopo le sei. Mancavano meno di due chilometri all’arrivo quando qualcosa è andato storto.

Secondo le prime ricostruzioni, la giovane avrebbe perso il controllo della motocicletta, finendo contro lo spartitraffico e venendo sbalzata dalla sella.

Sul posto sono intervenuti il personale del 118 di Azienda Zero, i volontari della Croce Verde di Venaria Reale e i Carabinieri della Compagnia di Venaria.

Trasportata d’urgenza all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino, è morta poco dopo nonostante i tentativi dei medici.

Le indagini sulla dinamica dello schianto

I carabinieri stanno cercando di ricostruire con precisione quanto accaduto.

Al momento non risultano coinvolti altri veicoli, ma gli investigatori stanno valutando ogni possibile scenario: un improvviso malore, una perdita di controllo del mezzo, un ostacolo sulla carreggiata oppure un guasto meccanico.

Fondamentale sarà anche l’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona del rione Gallo-Praile, che potrebbero aver ripreso gli istanti precedenti all’incidente.

La Procura di Ivrea ha inoltre disposto l’autopsia, che dovrà chiarire le cause del decesso e verificare se un eventuale problema fisico possa aver avuto un ruolo nella tragedia.

La passione per le moto e il sogno della Yamaha R6

Per Claudia Mastrovalerio la moto non era soltanto un mezzo di trasporto.

La sua Yamaha R6, spesso protagonista delle fotografie pubblicate sui social, rappresentava una delle passioni più grandi della sua vita.

Solo poche settimane fa aveva condiviso una foto della moto accompagnandola da una frase che oggi assume un significato ancora più doloroso:

«Con qualche sacrificio stai diventando esattamente come ti ho sempre sognata. Non sei finita, ma sono già soddisfatta».

Sui suoi profili raccontava anche i viaggi in moto, le uscite con altri motociclisti e i momenti trascorsi insieme al fidanzato, con il quale condivideva la stessa passione per le due ruote.

Il lavoro, il fitness e l’amore per gli animali

Oltre alla motocicletta, Claudia coltivava altre passioni che occupavano gran parte della sua quotidianità.

Frequentava regolarmente la palestra e condivideva con il compagno l’interesse per il fitness e lo sport.

Amava anche gli animali, in particolare il suo gatto Dexter, spesso protagonista degli scatti pubblicati sui social insieme a un’altra gatta, Sophie.

Chi la conosceva la descrive come una ragazza solare, determinata e piena di progetti, capace di trasmettere entusiasmo a chi le stava accanto.

Il messaggio del fidanzato

Tra i tanti messaggi comparsi sui social dopo la tragedia, uno dei più toccanti è quello del fidanzato.

«Non ci sono parole per descrivere ciò che è accaduto. Mi hai lasciato così all’improvviso… Buon viaggio amore mio».

Parole che raccontano il dolore per una perdita improvvisa e che si aggiungono al cordoglio di amici, colleghi e conoscenti.

Claudia avrebbe compiuto 25 anni a novembre. Restano i suoi sorrisi nelle fotografie, la passione per la moto, gli allenamenti, i viaggi e i sogni di una giovane donna la cui vita si è spezzata troppo presto lungo una strada che percorreva per raggiungere il lavoro.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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