La studentessa di 26 anni, aggredita da un gruppo di minorenni e da due adulti, ha riportato gravi fratture al volto
Bari non smette di interrogarsi sulla brutale aggressione avvenuta nel Parco Rossani, dove Giuditta, studentessa universitaria di 26 anni, è stata presa a calci e pugni riportando gravi lesioni al volto. A distanza di poche ore dall’accaduto, il sindaco Vito Leccese ha incontrato la giovane e la sua famiglia, annunciando l’impegno dell’amministrazione comunale a seguire da vicino l’inchiesta e a costituirsi parte civile nel futuro processo.
L’incontro si è svolto in forma riservata, ma al termine il primo cittadino ha voluto condividere pubblicamente le sue impressioni, parlando di una scena che lo ha profondamente colpito.
L’incontro con Giuditta: «Il suo volto racconta una violenza inaccettabile»
Il sindaco ha raggiunto la giovane nella sua abitazione, dove era presente anche l’assessora al Welfare Carla Palone.
«Sono rimasto profondamente colpito – ha dichiarato Leccese –. Il volto di Giuditta era completamente tumefatto, segnato da una violenza inaudita e inaccettabile, che nessuna comunità civile può tollerare».
Il primo cittadino ha ricostruito anche le ore che hanno preceduto l’aggressione. La ragazza era arrivata a Bari per motivi di lavoro, ma un imprevisto le aveva impedito di svolgere gli impegni previsti. Dopo aver lasciato l’auto al Park and Ride, aveva deciso di attraversare il Parco Rossani, dove è stata vittima del pestaggio.
Il racconto della studentessa: «Mi colpivano mentre la gente guardava»
La ventiseienne ha denunciato ai carabinieri di Toritto quanto accaduto.
Secondo il suo racconto, si era fermata nel parco per utilizzare i servizi igienici pubblici quando sarebbe stata accerchiata da un gruppo composto da circa dieci ragazzini, tra gli 8 e i 14 anni, insieme a due adulti, indicati come i genitori di uno dei minori.
La giovane sostiene di essere stata spinta a terra e colpita ripetutamente con calci al volto, mentre numerose persone assistevano alla scena senza intervenire.
«Sono rimasta a terra, coperta di sangue, e ho dovuto chiamare io stessa i soccorsi», ha raccontato.
Trasportata al Policlinico di Bari, è stata dimessa con una prognosi di 40 giorni.
Le conseguenze fisiche sono pesanti: la ragazza ha riportato diverse fratture facciali, tra cui quella del naso, che – secondo quanto riferito dalla stessa vittima – non sarebbe operabile.
Indagini in corso: identificati i presunti aggressori
Le indagini sono affidate alla Polizia Locale di Bari, che avrebbe già identificato le persone ritenute coinvolte nell’aggressione.
Tra queste, secondo quanto riferito dal sindaco, ci sarebbe anche un’addetta ai servizi di pulizia e custodia del Parco Rossani, impiegata da una società esterna che gestisce la struttura per conto del Comune.
Su questo aspetto Leccese è stato netto, annunciando che saranno adottati provvedimenti immediati qualora venissero confermate le responsabilità.
«Un comportamento così grave e inaccettabile merita di essere censurato senza esitazioni», ha affermato.
Il Comune seguirà il processo e si costituirà parte civile
L’amministrazione comunale ha assicurato che seguirà l’evoluzione dell’inchiesta e ha già manifestato la volontà di costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario.
Parallelamente il sindaco ha incontrato anche i vertici della Polizia Locale per valutare un rafforzamento dei controlli nelle aree cittadine maggiormente frequentate.
Leccese, tuttavia, ha sottolineato che il problema non può essere affrontato esclusivamente aumentando la presenza delle forze dell’ordine.
«Pensare che tutto si risolva con più pattuglie – ha osservato – non è la strada che può garantire un futuro sereno alla nostra comunità».
La solidarietà dell’Università di Bari
Vicino alla studentessa si è schierata anche l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, dove Giuditta frequenta il corso di laurea triennale in Filosofia.
L’Ateneo ha espresso piena solidarietà alla giovane, condannando con fermezza «la cultura della violenza e del degrado che attraversa il tessuto sociale e avvelena la collettività».
Nel frattempo proseguono gli accertamenti della magistratura, chiamata a ricostruire con precisione quanto accaduto nel Parco Rossani e ad accertare le eventuali responsabilità dei presunti aggressori.

