Gracie Jai Tellez e Robert Lee Ingram fermati per la morte della figlia: avevano detto di usare FaceTime come baby monitor
È una vicenda ancora piena di interrogativi quella che arriva da Jacksonville, in Florida, dove una bambina di appena sette settimane è morta dopo aver riportato gravissimi traumi alla testa e al collo. A distanza di quasi dieci mesi dalla tragedia, la polizia di Hollywood ha arrestato i genitori della piccola: Gracie Jai Tellez, 20 anni, e Robert Lee Ingram, 22.
I due sono accusati di omicidio colposo aggravato di minore e di negligenza nei confronti di un minore con conseguenze gravi. Gli arresti sono stati eseguiti il 7 agosto a Jacksonville con l’assistenza degli US Marshals e dell’ufficio dello sceriffo locale.
Al centro dell’inchiesta ci sono soprattutto le diverse versioni fornite dalla coppia e un particolare emerso dall’analisi dei loro telefoni: i genitori avrebbero raccontato agli investigatori di aver utilizzato FaceTime come baby monitor, ma non sarebbero state trovate prove di questo utilizzo.
La telefonata al 911: la bambina era fredda e non reagiva
La tragedia risale al 14 ottobre 2025. Tellez chiamò il 911 segnalando che la figlia era fredda, pallida e non reattiva.
I soccorritori intervennero nell’abitazione e iniziarono immediatamente le manovre di rianimazione. La neonata venne trasportata in ospedale e sottoposta alle cure intensive.
Secondo quanto riferito inizialmente dai genitori, la bambina si sarebbe comportata normalmente fino a quel momento. Dopo essere stata alimentata con il biberon, sarebbe stata messa a letto.
La situazione, però, era già drammatica. Quattro giorni dopo la piccola fu dichiarata cerebralmente morta e vennero interrotti i macchinari che la tenevano in vita.
Gli accertamenti successivi hanno portato gli investigatori a concentrarsi sulle lesioni riportate dalla bambina e sulle circostanze nelle quali si erano verificate.
Il FaceTime come baby monitor: ma sui telefoni c’erano Call of Duty e YouTube
Uno degli elementi più delicati dell’inchiesta riguarda proprio il racconto fornito dai genitori sulla sorveglianza della figlia.
Secondo quanto riportato nel mandato d’arresto, Tellez e Ingram avrebbero sostenuto di aver utilizzato FaceTime sui loro telefoni come una sorta di baby monitor improvvisato, così da poter controllare la bambina mentre si trovavano impegnati in altre attività.
Gli investigatori, però, hanno affermato di non aver trovato elementi che confermassero questa versione.
Dall’analisi dei dispositivi sarebbe invece emerso che, nella notte dell’incidente, i telefoni erano stati utilizzati per giocare a Call of Duty e guardare YouTube.
È un particolare che la polizia considera rilevante nella ricostruzione dei fatti, soprattutto alla luce delle dichiarazioni ritenute contraddittorie e dell’impossibilità, secondo gli investigatori, di ottenere dai due una spiegazione plausibile sull’origine delle ferite della figlia.
Le lesioni e gli interrogativi degli investigatori
Il quadro medico ha aggiunto ulteriori elementi all’inchiesta. Secondo il rapporto citato dalle autorità, le lesioni della bambina sarebbero state provocate da un impatto violento e da ripetute accelerazioni e decelerazioni della testa e del collo, descritte come conseguenza di forti scuotimenti.
Tellez e Ingram avrebbero negato qualsiasi coinvolgimento e sostenuto di non sapere come la figlia avesse riportato quelle lesioni.
La contestazione nei loro confronti riguarda però anche la presunta mancanza di cure e supervisione adeguate nei confronti della bambina.
Il punto centrale dell’indagine resta dunque stabilire cosa sia accaduto alla neonata prima della telefonata al 911 e perché abbia riportato traumi così gravi.
Arrestati dopo quasi dieci mesi: nessuna cauzione
L’inchiesta è proseguita per mesi prima di arrivare agli arresti. Il 7 agosto i due genitori sono stati fermati a Jacksonville e successivamente trasferiti in carceri separate della contea di Broward.
Entrambi si sono avvalsi del diritto di rimanere in silenzio, secondo quanto riferito da un assistente del difensore d’ufficio.
Un giudice ha disposto la loro detenzione senza possibilità di cauzione, ordinando inoltre alla coppia di non avere contatti con i minori.
Le accuse dovranno ora essere valutate nell’ambito del procedimento giudiziario. La ricostruzione della polizia e gli elementi contenuti nel mandato d’arresto dovranno essere confrontati con le prove raccolte e con quanto emergerà nel corso del processo.

