Erola Jons, ingaggiata per portare la Vuelta sui social, le proteste sui social e la decisione dell’organizzazione
La Vuelta a España è appena partita, ma a conquistare il centro della scena non è stata soltanto la corsa. A far discutere è soprattutto Erola Jons, influencer catalana scelta dall’organizzazione per produrre contenuti destinati ai social. Con milioni di follower tra Instagram e TikTok, la creator avrebbe dovuto avvicinare la competizione a un pubblico più giovane e abituato a seguire lo sport attraverso i video online.
Alcuni suoi interventi, però, hanno provocato una forte reazione sui social e tra gli addetti ai lavori per il tono giudicato sessualizzante nei confronti dei ciclisti. La polemica ha già prodotto una conseguenza concreta: la collaborazione è stata ridimensionata e Jons non avrà più accesso alla zona mista né agli autobus delle squadre.
Chi è Erola Jons, l’influencer finita nella bufera
Originaria di Sant Fruitós de Bages, vicino Barcellona, Erola Jons ha costruito la propria popolarità soprattutto attraverso contenuti realizzati con telecamere nascoste e situazioni basate sull’interazione con persone incontrate casualmente.
Il suo seguito è imponente: oltre 3 milioni di follower su Instagram e circa 2,9 milioni su TikTok.
La notorietà è esplosa anche grazie a un video diventato virale, nel quale flirtava e scherzava con sconosciuti all’interno di una biblioteca. Il filmato avrebbe raggiunto circa 40 milioni di visualizzazioni in un solo giorno.
Il caso Pogačar e le domande al ciclista
Uno dei momenti che hanno alimentato maggiormente le discussioni è stato l’approccio a Tadej Pogačar.
Nel tentativo di attirare l’attenzione del campione sloveno, Jons gli ha rivolto una domanda sulla respirazione durante la gara, prima di commentarne l’aspetto fisico e utilizzare il soprannome “Pogachitar”.
Un contenuto che ha contribuito ad alimentare le critiche nei suoi confronti, soprattutto per il modo in cui l’influencer ha scelto di raccontare i protagonisti della corsa.
I commenti sui ciclisti fanno esplodere la polemica
Il punto più controverso della collaborazione è arrivato però con altri contenuti realizzati durante la Vuelta.
A Jons sono stati contestati commenti giudicati eccessivamente focalizzati sull’aspetto fisico dei ciclisti e sul loro abbigliamento. Tra le frasi finite al centro delle discussioni ci sono “tanta bellezza è una distrazione” e “è trasparente, mi piace”.
Le critiche hanno aperto anche un dibattito più ampio sul confine tra intrattenimento social e informazione sportiva, soprattutto quando una creator viene inserita all’interno di un grande evento ciclistico.
La Vuelta cambia le condizioni della collaborazione
La polemica non è rimasta soltanto sui social.
Secondo quanto riportato dalle fonti spagnole, l’organizzazione ha deciso di modificare le condizioni della collaborazione con Jons. L’influencer continuerà a creare contenuti legati alla Vuelta, ma non avrà più accesso alla zona mista né agli autobus delle squadre.
Anche il tono dei contenuti dovrà cambiare.
La decisione arriva dopo le discussioni suscitate dal suo modo di interagire con i corridori e segna una netta correzione rispetto all’impostazione iniziale.
Non solo Vuelta: televisione, libri e Formula 1
La popolarità di Jons non nasce comunque dal ciclismo.
La creator ha già realizzato contenuti legati a MotoGP e Formula 1 e ha partecipato a programmi televisivi. È apparsa nello speciale di TVE “José Mota No News” e nella serie “Rabia”.
È anche autrice del libro Come conquistare la persona che ti piace, nel quale affronta il tema delle relazioni e della ricerca dell’amore nell’epoca dei social.
Parallelamente si presenta come imprenditrice: ha studiato Economia e Gestione Aziendale e porta avanti diverse attività.
La scommessa social che si è trasformata in una polemica
La scelta della Vuelta nasceva dalla volontà di intercettare un pubblico diverso da quello tradizionale del ciclismo.
Con milioni di follower e uno stile comunicativo costruito proprio sulla spontaneità e sulle interazioni, Jons rappresentava un volto capace di portare la corsa dentro i linguaggi di Instagram e TikTok.
Ma la stessa cifra comunicativa che ne ha favorito il successo è diventata il punto critico della sua esperienza alla Vuelta.
Ora l’organizzazione ha scelto di mantenere la collaborazione, ma con paletti più precisi. La corsa continuerà a essere raccontata anche attraverso i suoi contenuti, ma senza l’accesso diretto ai corridori che aveva alimentato le maggiori polemiche.

