Il dotto Giuseppe Puliafito ha salvato la piccolaIl dotto Giuseppe Puliafito ha salvato la piccola

Castelmassa, la piccola arriva in piena notte alla Casa della Comunità cianotica e senza respiro: il dottor Giuseppe Puliafito racconta quei minuti decisivi

Aveva appena 15 giorni e rischiava di morire soffocata dopo essere stata alimentata. I genitori l’hanno portata in piena notte alla Casa della Comunità di Castelmassa, in provincia di Rovigo, dove ad aspettarli c’era il giovane medico Giuseppe Puliafito, specializzando al secondo anno di Medicina Fisica e Riabilitativa all’Università di Verona e da due anni impegnato anche nella continuità assistenziale.

La neonata era in condizioni drammatiche: incosciente, cianotica, senza respirare e con schiuma alla bocca. Il cuore, però, continuava a battere. Ed è proprio da quel dettaglio che è iniziata una corsa contro il tempo.

«Ho iniziato la rianimazione cardiopolmonare e chiamato i colleghi del Suem 118», ha raccontato Puliafito, ricordando una notte che difficilmente potrà dimenticare.

«Bussavano e urlavano fortissimo»: la corsa dei genitori

Era circa mezzanotte quando il medico ha sentito bussare con insistenza alla porta dell’ambulatorio.

«Ho sentito bussare insistentemente alla porta dell’ambulatorio e urlare», ha raccontato. Attraverso il videocitofono ha visto una coppia con una neonata e ha capito immediatamente che si trattava di un’emergenza.

Una volta entrati, il padre gli ha spiegato che qualcosa era andato storto mentre stavano alimentando la bambina.

Quando Puliafito l’ha visitata, la situazione era già estremamente grave: la piccola non piangeva, non respirava ed era diventata cianotica.

«Aveva perso conoscenza ed era in arresto respiratorio da soffocamento, con la schiuma alla bocca», ha ricordato il medico.

Il cuore, fortunatamente, batteva ancora. È stato quello il segnale che ha imposto di agire immediatamente.

Quindici minuti di rianimazione, poi il miracolo: «Ha aperto gli occhi»

Il medico ha iniziato le manovre di rianimazione cardiopolmonare, contemporaneamente allertando il Suem 118.

Sono stati minuti interminabili.

Dopo circa 15 minuti, qualcosa è finalmente cambiato.

«Ha cominciato a fuoriuscire dal naso quello che sembrava latte condensato e la bambina ha iniziato a starnutire e a piangere», ha raccontato Puliafito.

La neonata aveva aperto gli occhi.

«Finalmente ho potuto tirare un sospiro di sollievo», ha aggiunto il medico, che ha continuato le manovre fino all’arrivo dell’équipe del Suem.

Con il passare dei minuti, la piccola ha recuperato un colorito e un’attività normali. A quel punto è stata affidata ai soccorritori, che l’hanno trasferita in ospedale insieme alla madre per tutti gli accertamenti necessari.

In ospedale la notizia che tutti aspettavano

Dopo il trasferimento in ospedale, i medici hanno completato le prime cure e sottoposto la neonata agli accertamenti.

Puliafito non conosceva inizialmente l’esito completo degli esami, ma ha ricevuto una notizia che ha permesso almeno di tirare un altro sospiro di sollievo.

«I pediatri che l’hanno visitata erano increduli nel vederla in buone condizioni dopo aver saputo cosa le fosse accaduto», ha raccontato.

Il giovane medico ha spiegato di non conoscere nel dettaglio tutti i risultati degli accertamenti, ma si è detto fiducioso che non vi siano state conseguenze importanti.

«Era la prima volta con un neonato»

Per Puliafito, abituato a gestire situazioni sanitarie complesse, quella notte ha avuto però un peso particolare.

«Mi era capitato di affrontare delle emergenze, ma mai con un neonato o un bambino», ha raccontato.

In quei momenti, spiega, non c’è spazio per lasciarsi travolgere dalla paura.

«Quando ho visto la piccola priva di conoscenza e in arresto respiratorio, ma con il cuore che fortunatamente continuava a battere, ho chiamato subito i soccorsi avanzati e ho iniziato le manovre di rianimazione».

Il medico ha seguito ciò che aveva imparato durante la formazione, cercando soprattutto di mantenere la lucidità.

«Non bisogna lasciarsi vincere dalle emozioni: si deve agire immediatamente, senza lasciarsi annebbiare la mente», ha spiegato.

Il caso riaccende l’attenzione sulle Case della Comunità

La vicenda ha riportato al centro dell’attenzione anche il ruolo delle Case della Comunità, strutture pensate per garantire assistenza sanitaria sul territorio anche nelle ore notturne.

Il direttore generale dell’Ulss 5 Polesana, Mauro Filippi, ha sottolineato il valore della preparazione dei professionisti e della presenza dei servizi sanitari sul territorio.

«Ci sono momenti nei quali la professionalità, la preparazione e la capacità di mantenere la lucidità fanno la differenza tra la vita e la morte», ha affermato.

Anche il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ha espresso il proprio ringraziamento al medico e agli operatori del Suem 118.

«A nome della Regione del Veneto desidero rivolgere il più sincero e sentito ringraziamento al dottor Puliafito e a tutti gli operatori del Suem 118 che sono intervenuti per salvare una neonata arrivata in condizioni drammatiche», ha dichiarato.

«Quella notte ho capito ancora di più cosa significa essere medico»

L’episodio resta impresso soprattutto per quei minuti nei quali tutto poteva finire nel peggiore dei modi.

Una neonata di appena 15 giorni, una corsa nella notte, la paura dei genitori e un medico che ha dovuto intervenire immediatamente, senza avere il tempo di fermarsi a pensare.

Poi quel momento che ha cambiato tutto: la bambina che apre gli occhi, starnutisce e ricomincia a piangere.

«Quando ho visto che aveva ripreso, ho potuto finalmente tirare un sospiro di sollievo», ha raccontato Puliafito.

Per una notte, a Castelmassa, quei quindici minuti sono diventati una lotta contro il tempo. E si sono conclusi con una neonata di nuovo cosciente e con una famiglia che ha potuto finalmente respirare insieme a lei.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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