Il corpo di un uomo è stato ritrovato in un'autoIl corpo di un uomo è stato ritrovato in un'auto

Ferdinan Hoti ucciso con un colpo di pistola

Non è morto nel fiume. Ferdinan Hoti, 35 anni, di origine albanese e residente a Mirano, era già morto quando il suo corpo è stato abbandonato nella Fiat Bravo nera finita nelle acque del Tergola, a San Giorgio delle Pertiche, nel Padovano.

La conferma arriva dalla Procura di Padova, dopo i primi accertamenti medico-legali. L’uomo sarebbe stato raggiunto da un colpo di pistola sparato a distanza ravvicinata, mentre aveva le mani legate.

Il corpo era stato trovato ieri mattina, 8 settembre, all’interno dell’utilitaria priva di targhe e parzialmente sommersa dall’acqua, nella zona di Torre de Burri.

Le mani legate e il corpo nascosto nell’auto

Gli elementi raccolti finora delineano una scena che appare incompatibile con un incidente o con una morte avvenuta accidentalmente.

Quando la Fiat Bravo è stata recuperata, il 35enne si trovava nell’abitacolo, con i sedili posteriori abbassati e il corpo parzialmente occultato. Le mani erano legate.

L’autopsia eseguita dal medico legale Rafi El Mazloum ha confermato la presenza delle lesioni compatibili con l’utilizzo di un’arma da fuoco. Un dettaglio importante è emerso dall’esame dei polmoni: non c’era acqua, circostanza che indica che Hoti era già morto quando l’auto è finita nel canale.

Si cerca di capire dove è stato ucciso

Ora gli investigatori devono ricostruire gli ultimi spostamenti del 35enne e soprattutto stabilire dove sia avvenuto l’omicidio.

La Fiat Bravo sarà sottoposta ad accertamenti approfonditi per individuare eventuali tracce di sangue nell’abitacolo. Gli esami potranno aiutare a capire se Hoti sia stato ucciso in un altro luogo e successivamente trasportato nell’auto oppure se il colpo mortale sia stato esploso quando si trovava già all’interno della vettura.

Anche la posizione del corpo e dei sedili posteriori potrebbe fornire elementi utili per ricostruire le fasi precedenti all’abbandono dell’auto nel Tergola.

Le telecamere non hanno ancora dato la risposta

I carabinieri del Nucleo investigativo di Padova hanno acquisito e analizzato anche le immagini di una telecamera installata all’esterno di una falegnameria che si trova proprio di fronte al punto in cui la Fiat Bravo è stata recuperata.

L’impianto consente di controllare, seppur con un’angolazione limitata, una parte della strada. I militari hanno esaminato le registrazioni anche dei giorni precedenti, ma dalle immagini finora disponibili non sarebbe emerso un elemento decisivo per indirizzare le indagini.

Gli investigatori stanno quindi incrociando i filmati con gli altri elementi raccolti per ricostruire gli spostamenti della vittima nella notte tra lunedì e martedì.

L’ipotesi del regolamento di conti

La pista privilegiata dagli investigatori, coordinati dal procuratore capo di Padova Angelantonio Racanelli, porta al mondo dello spaccio di droga.

Hoti aveva alcuni piccoli precedenti di polizia e, al momento, l’ipotesi principale è quella di un regolamento di conti in ambienti criminali legati allo spaccio. Si tratta comunque di una pista investigativa che dovrà trovare conferme attraverso gli accertamenti ancora in corso.

La Procura ha comunicato ufficialmente che il 35enne è stato ucciso, mentre restano da chiarire il movente, il luogo dell’omicidio e soprattutto chi abbia sparato.

«Non siamo abituati a vicende del genere»

La notizia ha colpito anche la comunità di San Giorgio delle Pertiche, dove il ritrovamento dell’auto aveva fatto scattare immediatamente l’allarme.

«Abbiamo fiducia che presto i carabinieri risolveranno il caso», ha commentato il sindaco Daniele Canella. «Non siamo abituati a vicende del genere nella nostra comunità che in questi anni ha vissuto una relativa tranquillità».

Le indagini proseguono ora per dare un nome e un volto a chi ha trasformato il ritrovamento di una Fiat Bravo nel Tergola in un’indagine per omicidio.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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