Einar MéndezEinar Méndez

Il malore dopo l’allenamento

È morto a 48 anni Einar Méndez, culturista e personal trainer messicano conosciuto anche per aver allenato personaggi dello spettacolo.

La tragedia è avvenuta il 4 settembre a Città del Messico, quando l’atleta ha accusato un malore in palestra dopo aver terminato un allenamento. La moglie Yan ha successivamente parlato di un «improvviso attacco di cuore», precisando però che la causa ufficiale del decesso non è stata resa pubblica.

«Siamo ancora tutti sotto shock. Se n’è andato all’improvviso, in palestra, mentre faceva ciò che amava di più», ha scritto anche Martha Debayle, una delle sue clienti più conosciute.

La moglie: «Lasciatelo riposare in pace»

La moglie ha confermato la morte di Einar in un video pubblicato sui social il 7 settembre.

Yan, con cui Méndez era sposato da 30 anni, ha ricordato il marito come un uomo «forte, resiliente, gentile» e soprattutto come il padre delle loro tre figlie.

Nel suo messaggio ha inoltre reagito alle indiscrezioni circolate online sulla morte, criticando le «speculazioni» sulla causa del decesso e chiedendo rispetto per la famiglia: «Lasciatelo riposare in pace».

Un dolore che, ha spiegato, non riguarda soltanto la perdita del marito, ma anche quella del padre delle loro figlie e dell’uomo con cui aveva condiviso tre decenni di vita.

Era l’allenatore delle celebrità

Méndez era seguito da quasi 47mila persone su Instagram, dove pubblicava contenuti dedicati al fitness, agli allenamenti e alla sua vita quotidiana.

Tra le persone che si erano affidate a lui c’era Martha Debayle, conduttrice televisiva nicaraguense residente in Messico, che aveva lavorato con il personal trainer per nove anni.

Nel suo messaggio di cordoglio, Debayle ha raccontato quanto il rapporto con Méndez fosse andato oltre quello tra atleta e allenatore.

«Einar è stato il mio allenatore, ma è stato anche l’allenatore di molti di voi», ha ricordato, spiegando che aveva aiutato tante persone a superare i propri limiti.

Il viaggio negli Stati Uniti che non farà

Tra i particolari più dolorosi del ricordo c’è anche un progetto che Méndez aveva già programmato.

Il personal trainer sarebbe dovuto partire per gli Stati Uniti, dove avrebbe assistito a una partita dei Miami Dolphins e visitato New York per la prima volta.

Un viaggio che avrebbe rappresentato anche una nuova tappa della sua attività professionale. Invece, la morte improvvisa ha interrotto quei programmi.

Debayle ha ricordato proprio quei progetti, parlando di un uomo che avrebbe continuato ad allenarsi, a essere esigente con i suoi clienti e a spronarli come aveva sempre fatto.

Trent’anni insieme e tre figlie

Prima ancora dell’atleta e dell’allenatore, per Yan Einar era il marito con cui aveva condiviso 30 anni di matrimonio e il padre delle loro tre figlie.

La moglie ha ricordato anche il suo desiderio di aiutare chi non aveva le possibilità economiche per imparare correttamente le tecniche di allenamento. Tra i suoi progetti c’era infatti quello di creare un’organizzazione destinata proprio a queste persone.

«Siamo profondamente addolorati, con un vuoto che non potrà mai essere colmato», ha scritto Yan nel suo tributo.

Un ultimo messaggio che racconta soprattutto l’uomo dietro il personaggio pubblico: un padre, un marito e un allenatore la cui morte improvvisa ha lasciato sotto choc familiari, clienti e migliaia di persone che lo seguivano sui social.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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