Evelyn Lima DantasEvelyn Lima Dantas

La giovane brasiliana è stata uccisa a colpi d’arma da fuoco a Mãe do Rio, nel Pará

Aveva 21 anni, oltre 150mila follower tra TikTok e Instagram e una vita raccontata attraverso contenuti dedicati a lifestyle, bellezza e fitness. Poi l’arresto nell’ambito di un’inchiesta per omicidio e, appena una settimana dopo essere tornata in libertà, la morte violenta.

Evelyn Lima Dantas è stata uccisa a colpi d’arma da fuoco nelle prime ore di mercoledì 16 settembre a Mãe do Rio, nel nord del Pará, in Brasile. Il suo corpo è stato trovato sul marciapiede davanti a un’abitazione in via Bernardo Ferreira de Oliveira, nel quartiere São Francisco.

Ma sono soprattutto le modalità dell’agguato e ciò che gli assassini avrebbero lasciato sulla scena a rendere il caso particolarmente inquietante.

Due uomini la trascinano fuori di casa e le sparano

Secondo quanto riferito dalla famiglia alla Polizia Militare, intorno alle 3.30 del mattino due uomini sarebbero entrati nell’abitazione.

Gli aggressori avrebbero immobilizzato Evelyn e costretto il padre a rimanere a terra. Poi avrebbero trascinato la giovane fuori dalla casa.

Pochi istanti dopo, la 21enne sarebbe stata colpita da diversi proiettili in strada.

I residenti della zona, secondo la ricostruzione della polizia, hanno sentito numerosi colpi d’arma da fuoco. La chiamata alle forze dell’ordine è arrivata intorno alle 3.57.

Quando gli agenti sono arrivati, hanno trovato il corpo della giovane sul marciapiede, coperto da un lenzuolo.

Il padre ha riferito agli investigatori che gli uomini sarebbero poi fuggiti a bordo di un’auto, senza però riuscire a fornire elementi sufficienti per identificarne marca o colore.

La scritta «TCP» lasciata sulla facciata

C’è poi un altro elemento finito immediatamente sotto la lente degli investigatori.

Prima di allontanarsi, gli aggressori dell’influencer avrebbero scritto con vernice spray la sigla «TCP» sulla facciata dell’edificio.

Secondo la Polizia Militare, l’acronimo potrebbe riferirsi al Terceiro Comando Puro, una fazione criminale brasiliana.

Si tratta però di un elemento investigativo e non è stato stabilito che il gruppo sia responsabile dell’omicidio.

La zona è stata isolata per consentire gli accertamenti della Polizia Civile e degli esperti forensi. Gli agenti hanno anche fermato il padre della vittima mentre stava ripulendo l’area dell’aggressione, chiedendogli di non alterare ulteriormente la scena del crimine.

Evelyn era appena uscita dal carcere

Il delitto assume un significato ancora più delicato alla luce del passato giudiziario recente della 21enne.

Evelyn Lima Dantas era stata arrestata a luglio nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio del sergente della Polizia Militare in congedo Antônio Anildo Alves da Silva, 56 anni.

L’uomo era stato ucciso il 29 luglio a Mãe do Rio, quando uomini armati gli avevano sparato da un veicolo davanti a un supermercato.

Secondo le indagini, gli investigatori sospettavano che Evelyn avesse avuto un ruolo nella pianificazione dell’agguato. Per questo era stata sottoposta a custodia cautelare.

Poi, il 9 settembre, era arrivato il provvedimento che le aveva concesso la libertà provvisoria, mentre l’inchiesta sull’omicidio del sergente continuava.

Sette giorni dopo, Evelyn è stata uccisa.

La polizia valuta l’ipotesi della rappresaglia

La vicinanza temporale tra la scarcerazione e l’omicidio è ora uno degli elementi che gli investigatori stanno approfondendo.

Un comandante della Polizia Militare ha riferito ai giornalisti che gli investigatori stanno lavorando anche sull’ipotesi di una rappresaglia o di una possibile eliminazione di una persona ritenuta collegata all’inchiesta sull’omicidio del sergente.

Si tratta di una delle principali linee investigative, ma non di una conclusione sull’autore o sul movente dell’omicidio.

Le autorità stanno cercando di identificare i due uomini che avrebbero fatto irruzione nell’abitazione e ricostruire la loro fuga.

La giovane influencer aveva oltre 150mila follower

Prima dell’arresto, Evelyn era conosciuta soprattutto sui social.

La 21enne aveva raccolto oltre 150mila follower complessivi tra TikTok e Instagram, dove pubblicava contenuti legati alla vita quotidiana, alla bellezza e al fitness.

Il suo account Instagram risulta ora disattivato.

La sua morte ha quindi assunto una doppia dimensione: da una parte l’omicidio al centro dell’inchiesta della Polizia Civile e Militare, dall’altra la storia di una giovane influencer finita in una vicenda giudiziaria per poi essere uccisa pochi giorni dopo essere tornata in libertà.

Gli investigatori dovranno ora stabilire chi abbia ordinato e materialmente eseguito l’agguato, quale sia stato il movente e quale significato attribuire alla sigla «TCP» comparsa sulla facciata dell’abitazione.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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