Edimar Martins e Jessica, creata dalla AIEdimar Martins e Jessica, creata dalla AI

Il muratore brasiliano di 49 anni era convinto di poter iniziare una nuova vita con Jéssica Oliveira, conosciuta sui social

Ha venduto tutti i suoi averi e affrontato un viaggio di oltre 2.000 chilometri, convinto di poter finalmente incontrare la donna con cui sognava di costruire una vita insieme. Ma quando è arrivato a destinazione, ha scoperto che la sua amata non esisteva nella realtà: era un personaggio creato con l’intelligenza artificiale. È la disavventura vissuta da Edimar Rocha Martins, muratore brasiliano di 49 anni, partito dallo Stato del Maranhão per raggiungere Belo Horizonte, nel Minas Gerais.

L’uomo aveva conosciuto sui social il profilo di una donna che si presentava come Jéssica Oliveira, conosciuta anche come Jéssica Fazendeira. Immagini realistiche, una voce convincente e video ambientati in una fattoria brasiliana gli avevano fatto credere di avere davanti una persona reale. Fino alla decisione di partire, maturata nella speranza di trasformare quella conoscenza virtuale in una relazione concreta.

Il viaggio si è però concluso con una scoperta dolorosa: la donna che immaginava di incontrare era un avatar digitale, utilizzato per attirare l’attenzione degli utenti e aumentare le interazioni online.

La promessa di una nuova vita in fattoria

Il profilo di Jéssica aveva conquistato un vasto pubblico, arrivando a raccogliere oltre 300.000 follower su TikTok. Nei video, il personaggio si mostrava in contesti rurali e raccontava di cercare un compagno disposto a trasferirsi nella sua fattoria.

La promessa era allettante: una vita insieme, lontano dalle preoccupazioni economiche e dal lavoro quotidiano. In uno dei contenuti pubblicati, la donna virtuale dichiarava di voler sostenere economicamente il futuro partner, invitandolo a raggiungerla nella sua proprietà.

Per Martins, quelle parole avevano alimentato la speranza di trovare finalmente una compagna. Il muratore, residente a Imperatriz, nel Maranhão, ha raccontato di aver creduto alla relazione e di aver deciso di affrontare il viaggio per incontrare la donna di persona.

Il 9 ottobre, secondo le ricostruzioni diffuse dai media brasiliani, ha venduto i propri beni per procurarsi il denaro necessario alla partenza. Pochi giorni dopo è arrivato a Belo Horizonte, dove si è reso conto che qualcosa non tornava.

«Ho venduto tutte le mie cose»: la scoperta a Belo Horizonte

Una volta raggiunta la città, Martins ha cercato informazioni sulla donna e si è rivolto anche a una radio locale. La risposta ricevuta ha spazzato via le sue aspettative: Jéssica non era una persona reale, ma una figura generata dall’intelligenza artificiale.

«Ho venduto tutte le mie cose, mi sono sbarazzato di tutto», ha raccontato, descrivendo il sacrificio compiuto per finanziare il viaggio. «È così che ci si scoraggia, chi non si scoraggerebbe?».

Rimasto senza denaro, l’uomo si è recato al municipio di Belo Horizonte e ha spiegato la propria situazione a un’assistente sociale. Ha raccontato di aver attraversato il Paese spinto dalla solitudine e dalla speranza di trovare una relazione stabile. Da lì ha ricevuto aiuto per organizzare il ritorno a casa.

«Porta solo tristezza, scoraggiamento e depressione. Molte persone volevano trovare una relazione, quindi sono venuto», ha detto, lasciando emergere la delusione per una vicenda che ha trasformato un progetto sentimentale in un viaggio senza l’incontro tanto atteso.

La risposta della persona dietro il profilo

Dopo la diffusione della storia, la persona responsabile dell’account ha pubblicato un video nel quale ha chiarito che Jéssica era stata creata con l’intelligenza artificiale. Ha inoltre negato di aver avuto conversazioni private con Martins o di averlo invitato personalmente a Belo Horizonte.

«Sono venuta qui per affermare l’ovvio: sono fatta di intelligenza artificiale», ha dichiarato la donna virtuale nel filmato. Ha spiegato che lo scopo del profilo era generare interazioni utili a fini commerciali e ha sostenuto di essere rimasta sorpresa dalla vicenda.

La versione del gestore dell’account è quindi diversa da quella dell’uomo, che afferma di essersi sentito ingannato. Non risulta, sulla base delle informazioni disponibili, che il responsabile del profilo abbia organizzato direttamente il viaggio o promesso personalmente a Martins un incontro. Resta però il fatto che l’aspetto realistico dell’avatar e i contenuti pubblicati hanno contribuito a far apparire credibile la figura della donna.

«Ne troverò un’altra»: la speranza dopo la delusione

Nonostante la brutta esperienza, Martins non sembra intenzionato a rinunciare all’idea di trovare una compagna. Dopo essere tornato da un familiare, ha dichiarato di voler riprovare a costruire una relazione e di essere disposto a tornare a Belo Horizonte.

«Non l’ho trovata, ma ne troverò un’altra, e sarà nello stesso posto in cui sono andato, e ci tornerò ancora», ha affermato.

La sua storia mostra quanto possa essere sottile, sui social, il confine tra una persona reale e un’identità artificiale costruita per sembrare autentica. Immagini, voce e ambientazioni possono creare un’impressione di vicinanza e affidabilità, soprattutto quando chi guarda cerca affetto o una possibilità di cambiare vita.

Per Edimar, il prezzo di quella illusione è stato altissimo: ha venduto ciò che possedeva, ha attraversato migliaia di chilometri e si è ritrovato senza l’incontro sperato. La sua vicenda è anche un avvertimento sulla necessità di verificare l’identità di chi si conosce online, soprattutto prima di prendere decisioni economiche importanti o affrontare viaggi per incontrare persone mai viste dal vivo.

Di Redazione

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