Quindici minuti di varietà nello studio del telegiornale, tra musica, gag politiche e giornalisti coinvolti nello show
Fiorello in smoking, il Tg1 trasformato in un palcoscenico e quindici minuti di spettacolo capaci di mescolare il varietà di una volta con il ritmo frenetico dei social. Rosario Fiorello torna su Rai1 e lo fa occupando, per una sera, lo studio del telegiornale con Tg1 edizione più che straordinaria, affiancato da Fabrizio Biggio. Un’incursione inedita, subito dopo l’edizione delle 20, che ha portato musica, ballo e satira nel cuore dell’informazione del servizio pubblico.
Un appuntamento breve, costruito come un concentrato di gag e sorprese, con un richiamo alla televisione di un tempo: il varietà in prima serata, puntuale dopo il Tg. Ma con una velocità tutta contemporanea, fatta di battute fulminanti e continui cambi di scena. «Una cosa che molti bambini non hanno mai visto, come l’Italia ai Mondiali», scherza lo showman, consapevole dell’effetto speciale di un’operazione destinata a lasciare il segno.
Per Fiorello stesso, al termine della performance, l’esperienza ha il sapore di qualcosa di incredibile. E non è soltanto una trovata televisiva: per la prima volta un vero e proprio show entra nello studio del Tg1 a Saxa Rubra, coinvolgendo anche i volti abitualmente impegnati a raccontare le notizie.
Annalisa apre lo spettacolo, poi arrivano TonyPitony e Gigi D’Alessio
Il debutto è affidato ad Annalisa, che modifica per l’occasione le parole della sua hit Esibizionista. Al bancone del telegiornale, la cantante introduce Fiorello con una versione rivisitata del brano: «Lui è, lui è un gran professionista, il re del varietà».
È il via a una girandola di apparizioni che coinvolge anche TonyPitony, protagonista di una gag ricorrente: passa più volte chiedendo dove si trovi il bagno. La risposta di Fiorello arriva puntuale, con una battuta diretta a Sigfrido Ranucci: «Ne vuoi uno pulito? Usa quello di Ranucci». Una frecciata ironica che richiama le polemiche attorno al conduttore di Report. “C’è libero quello di Milo Infante” – la successiva chiosa.
Tra gli ospiti musicali c’è anche Gigi D’Alessio, mentre il corpo di ballo coordinato da Luca Tommassini contribuisce a trasformare lo studio in un piccolo teatro televisivo. Non mancano i conduttori del Tg1: Giorgia Cardinaletti, Laura Chimenti e Alessio Zucchini, insieme a Emma D’Aquino, vengono coinvolti nell’operazione che rompe per una sera le consuetudini del telegiornale.
La satira politica e il pensiero per il Sud
La comicità di Fiorello attraversa anche l’attualità politica. Durante il collegamento, due operai trasportano un libro gigantesco, identificato dallo showman e da Biggio come il regolamento di Ballando con le stelle, con un’appendice dedicata alla «nuova legge elettorale». Una scena surreale che diventa l’occasione per scherzare sui meccanismi della politica e della televisione.
Fiorello riserva poi un momento più serio al Sud Italia, richiamando l’attenzione su una protesta in corso: «Posso rivolgere un pensiero agli amici del Sud Italia che stanno attraversando un periodo molto brutto? C’è una protesta in atto e la stanno facendo senza spaccare niente, ma la luce deve essere accesa anche sul Sud».
Non manca una battuta sul direttore del Tg1, Gian Marco Chiocci, che ha concesso lo studio per l’iniziativa: «Assisteremo al suo licenziamento dopo stasera». Poco dopo Fiorello descrive scherzosamente l’operazione come una profanazione dello spazio dell’informazione, spingendo ancora più in là il gioco tra i codici del telegiornale e quelli dell’intrattenimento.
La sfida con Luca Argentero e il ritmo da social
Tra le sorprese c’è anche una clip che mette Fiorello a confronto con Luca Argentero, protagonista di una serie di Rai1. Il finto servizio, firmato dal giornalista Giuseppe Lavenia, gioca sull’immagine dello showman e sulle sue precedenti parodie pubblicitarie, nelle quali ironizzava sul fatto di non essere Brad Pitt.
Il risultato è un varietà che conserva gli ingredienti classici — ospiti, musica, ballo, imitazioni e satira — ma li dispone in una sequenza rapidissima. Nessuna pausa, gag brevi e continui cambi di registro, in una formula che sembra pensata per catturare l’attenzione di chi è abituato a scorrere velocemente i contenuti sul telefonino.
L’operazione non punta sulla durata, ma sulla densità dello spettacolo. In un quarto d’ora Fiorello riesce a trasformare un luogo istituzionale della televisione in un palcoscenico, senza rinunciare alla capacità di coinvolgere personaggi e volti familiari al pubblico.
Da La Pennicanza a La Nottatanza: il ritorno diventa quotidiano
L’incursione nello studio del Tg1 è soltanto l’inizio. Da domani, il ritorno di Fiorello e Biggio avrà un appuntamento più stabile su Rai1, in terza serata, con La Nottatanza, spin-off televisivo legato al mondo di La Pennicanza e arricchito da contenuti extra.
Il programma radiofonico andrà in onda dal lunedì al venerdì da via Asiago, dalle 13.45 alle 14.30 su Radio2, con una versione video disponibile su RaiPlay e sul canale 202 del digitale terrestre. Lo studio è stato rinnovato e la collaborazione tra radio e televisione diventa sempre più stretta.
Durante lo spettacolo, un collegamento con via Asiago ha anticipato i preparativi per la terza edizione di La Pennicanza. Tra gli operai impegnati nell’allestimento è comparso anche Gigi D’Alessio, che ha scherzato sulla necessità di accelerare i lavori perché Fiorello, ha detto, «è pure amico della Meloni».
Nella finta telefonata con Stefano De Martino, lo showman ha spostato il gioco fino a Sanremo, tra richieste di stanze per i Maneskin e battute sui Pooh. Confermata anche la squadra degli autori, con Francesco Bozzi, Pigi Montebelli, Federico Taddia, Enrico Nocera ed Edoardo Scognamiglio. La produzione musicale è affidata al maestro Enrico Cremonesi e a Danti, mentre la regia radiofonica è di Marco Lolli e quella video di Piergiorgio Camilli.
A completare il progetto c’è una nuova sigla scritta e cantata, secondo l’annuncio dello showman, da Mina. Il ritorno di Fiorello non si limita quindi a una comparsata-evento: è il lancio di una nuova fase televisiva, nella quale il varietà prova a reinventarsi unendo la diretta radiofonica, il piccolo schermo e il linguaggio rapido dei contenuti digitali.

