Caos ai supermercati per attacchi hackerCaos ai supermercati per attacchi hacker

Dopo i casi registrati in Francia, una nuova ondata di attacchi informatici ha coinvolto diversi Paesi europei

Non hanno preso di mira casse, carte di credito o dati dei clienti. Questa volta gli hacker hanno puntato direttamente ai sistemi che regolano frigoriferi e congelatori dei supermercati, modificando da remoto le temperature e mettendo a rischio grandi quantità di prodotti alimentari. Una nuova ondata di presunti attacchi informatici sta interessando diversi Paesi europei, con segnalazioni in Belgio, Irlanda, Svezia, Lussemburgo, Estonia e Paesi Bassi.

Le conseguenze sono già pesanti per alcune catene della grande distribuzione: in diversi negozi i sistemi di refrigerazione hanno smesso di funzionare correttamente, facendo salire le temperature ben oltre i livelli di sicurezza. Per evitare che alimenti potenzialmente compromessi finissero sugli scaffali o nelle case dei consumatori, le aziende hanno dovuto ritirare e smaltire prodotti freschi e surgelati.

Delhaize, Carrefour e Spar: decine di punti vendita coinvolti in Belgio

Tra i casi più rilevanti c’è quello del Belgio, dove la catena Delhaize ha comunicato di aver subito un incidente informatico durante la notte. Il problema avrebbe interessato circa 40 supermercati, con anomalie nei sistemi di raffreddamento e congelamento. Secondo le segnalazioni, in alcuni punti vendita le temperature dei banchi frigo sarebbero salite fino a circa 15 gradi.

Anche Carrefour Belgio ha registrato problemi: secondo le informazioni diffuse dall’agenzia Belga, sarebbero stati coinvolti 15 negozi. Le difficoltà hanno riguardato inoltre cinque punti vendita collegati alla rete Spar, gestita da Colruyt.

Nel Paese è finita nella vicenda anche Ikea. Il gruppo svedese ha confermato anomalie in un proprio punto vendita a Mons, dove sono stati riscontrati problemi agli impianti di refrigerazione.

Un episodio che evidenzia come gli attacchi non riguardino soltanto le grandi catene alimentari, ma possano coinvolgere anche attività commerciali di settori differenti, quando utilizzano sistemi tecnologici vulnerabili.

In Irlanda colpiti 13 supermercati SuperValu: prodotti ritirati

Situazione delicata anche in Irlanda, dove la catena SuperValu, tra le principali insegne del Paese, ha segnalato la compromissione degli impianti di refrigerazione in 13 dei suoi 233 punti vendita.

La società Musgrave, proprietaria del marchio, ha precisato che il problema riguarda uno specifico modello di apparecchiatura. I sistemi di monitoraggio avrebbero rilevato l’anomalia, consentendo di intervenire rapidamente.

A titolo precauzionale, nei negozi interessati sono stati ritirati dalla vendita gli alimenti refrigerati e surgelati. Una parte dei prodotti è stata eliminata perché non era più possibile garantirne la corretta conservazione. Tutti gli altri articoli sono rimasti regolarmente disponibili.

In Estonia un congelatore impostato a 50 gradi sopra lo zero

Tra gli episodi più inquietanti c’è quello segnalato in Estonia. Secondo l’emittente pubblica ERR, un supermercato della catena Selver sarebbe stato colpito da un attacco che ha permesso agli intrusi di accedere a un computer collegato alla gestione degli impianti di refrigerazione.

L’impostazione di un congelatore sarebbe stata modificata fino a raggiungere 50 gradi sopra lo zero. Un valore che rende evidente la gravità delle conseguenze che può avere la manipolazione di questi dispositivi.

Jann Mutso, responsabile dell’azienda Kitman Coldtech, attiva nel settore delle tecnologie per la refrigerazione, ha riferito che anche un proprio cliente sarebbe stato preso di mira e che si sarebbero verificati ulteriori episodi nel Paese.

Dalla Svezia ai Paesi Bassi: il fenomeno si allarga

Le segnalazioni non si fermano a Belgio, Irlanda ed Estonia. In Svezia risultano interessati punti vendita delle catene Ica e Coop, mentre in Lussemburgo sono stati segnalati problemi in negozi della rete Delhaize e Carrefour.

Nei Paesi Bassi, invece, gli episodi avrebbero coinvolto almeno 17 attività commerciali, soprattutto macellerie e piccoli negozi alimentari. Al momento, secondo le informazioni disponibili, non risultano coinvolte le principali catene di supermercati olandesi.

La nuova ondata segue gli episodi registrati in Francia a ottobre, quando un precedente attacco aveva interessato anche attività commerciali in altri Paesi europei. In quella circostanza erano stati segnalati problemi agli impianti di refrigerazione di circa 150 punti vendita.

L’allarme della Commissione europea: «Gli attacchi possono interrompere i servizi»

La diffusione degli episodi ha attirato l’attenzione anche delle istituzioni europee. Un portavoce della Commissione ha confermato di essere a conoscenza degli incidenti, sottolineando che le conseguenze degli attacchi informatici possono andare ben oltre il furto di informazioni.

«Questi episodi dimostrano che gli attacchi informatici possono interrompere i servizi, avere ripercussioni sulle imprese e incidere direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini», ha spiegato il portavoce.

Bruxelles ha ricordato gli strumenti a disposizione dell’Unione per coordinare la risposta agli incidenti e favorire lo scambio di informazioni tra gli Stati membri, tra cui la rete europea CYCLONe. La Commissione ha inoltre richiamato le iniziative per rafforzare la sicurezza digitale, come il Cyber Resilience Act, il Cyber Solidarity Act e la direttiva NIS2.

Restano da chiarire l’origine e le modalità operative dei singoli episodi. Al momento non risultano rivendicazioni né responsabilità accertate. Le aziende coinvolte e le autorità stanno portando avanti le verifiche per capire come sia stato possibile intervenire da remoto su sistemi che regolano la conservazione degli alimenti.

La vicenda apre un fronte nuovo per la sicurezza informatica: non soltanto dati e servizi digitali, ma anche infrastrutture fisiche essenziali per la vita quotidiana. Un congelatore manomesso può trasformarsi in un problema economico per un’impresa e, soprattutto, in un rischio per la sicurezza alimentare dei consumatori.

Di Redazione

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