Il marito scopre i tradimenti, deve restituire la casaIl marito scopre i tradimenti, deve restituire la casa

La sentenza del 7 ottobre 2026 dispone la revoca per grave ingiuria

Un regalo da 250mila euro finito al centro di una battaglia giudiziaria dopo la scoperta di tre relazioni extraconiugali. È la vicenda che ha coinvolto un primario di una struttura sanitaria di Mantova e la moglie, un’infermiera che aveva lavorato nella stessa clinica. Come riferito da Il Corriere della Sera il matrimonio è naufragato dopo la scoperta dei tradimenti, ma il contenzioso non si è fermato alla separazione e al divorzio: il medico ha chiesto anche di riavere l’appartamento che aveva donato alla donna nel 2021.

La richiesta è stata accolta dal Tribunale civile di Verona. Con una sentenza del 7 ottobre 2026, la giudice Biancamaria Biondo ha disposto la revoca della donazione, ritenendo che le circostanze della vicenda configurassero una grave ingiuria nei confronti del professionista. La donna dovrà quindi restituire l’immobile e pagare anche 15mila euro di spese processuali.

La relazione scoperta durante la cena di Natale davanti ai colleghi

La storia risale al dicembre 2018. Durante una cena aziendale organizzata dalla struttura sanitaria mantovana, la moglie di un medico si alzò e accusò pubblicamente un’infermiera di avere una relazione con suo marito. La situazione diventò particolarmente imbarazzante perché la donna chiamata in causa era proprio la moglie del primario, che quella sera non era presente e rimase all’oscuro di quanto stava accadendo.

La relazione coinvolgeva un collega del dirigente sanitario. Lo stesso uomo, ascoltato nel corso della causa civile, ha ricostruito il rapporto spiegando che la frequentazione professionale si era progressivamente trasformata in un’amicizia e poi in una relazione sentimentale, proseguita fino al dicembre di quell’anno.

La vicenda, però, era ormai diventata argomento di conversazione tra il personale della clinica. Nel marzo 2019 l’infermiera lasciò il posto di lavoro. Durante un’udienza avrebbe spiegato che la situazione nell’ambiente sanitario era diventata insostenibile perché il rapporto era ormai di dominio pubblico.

Il primario scopre i tradimenti nel 2022: le relazioni erano tre

Il marito, oggi 53enne, avrebbe appreso la reale portata di quanto accaduto soltanto all’inizio del 2022. La moglie, un anno più giovane, avrebbe successivamente ammesso in tribunale, nel 2025, di avere avuto tre relazioni extraconiugali.

Dopo la scoperta, il medico ha deciso di interrompere il matrimonio, arrivando prima alla separazione e poi al divorzio. Ma c’era un altro aspetto che riteneva particolarmente grave: nel 2021 aveva donato alla moglie un appartamento del valore di circa 250mila euro, situato in provincia di Verona.

Secondo quanto ricostruito nella causa, alcuni incontri con gli altri uomini si sarebbero svolti proprio nell’immobile ricevuto in regalo. Il tradimento, inoltre, non sarebbe rimasto confinato alla sfera privata, ma avrebbe avuto ripercussioni nell’ambiente professionale, al punto da costringere anche il primario a cambiare sede di lavoro.

Perché il tribunale ha revocato la donazione: cosa prevede il Codice civile

La questione centrale del procedimento non era stabilire se il tradimento fosse sufficiente, da solo, a far perdere alla donna il diritto sull’appartamento. L’infedeltà coniugale, infatti, non comporta automaticamente la restituzione di una donazione.

Il medico ha fondato la propria richiesta sull’articolo 801 del Codice civile, che consente di revocare una donazione per ingratitudine in presenza di una grave ingiuria nei confronti del donante.

La giudice ha accolto questa impostazione valutando il complesso delle circostanze: non soltanto la pluralità delle relazioni extraconiugali, ma anche la loro diffusione nell’ambiente lavorativo, le conseguenze sulla reputazione del professionista e il fatto che alcuni incontri si sarebbero consumati nell’abitazione ricevuta in dono.

È stato dunque il quadro complessivo, e non il semplice tradimento, a determinare la decisione. L’appartamento da 250mila euro dovrà tornare al medico che lo aveva donato alla moglie, mentre alla donna è stato imposto anche il pagamento di 15mila euro per le spese legali.

Di Redazione

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