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Fatima cade dal balcone e muore a 3 anni a Torino, fermato il compagno della madre: ‘Non sono stato attento’

Le volevo bene come fosse stata mia figlia. Non sono stato attento“. Un concetto che il 32enne marocchino Azhar Mohssine ha ripetuto più volte durante l’interrogatorio davanti al pm Valentina Sellaroli della Procura di Torino. L’uomo è accusato della morte di Fatima, la bimba di tre anni figlia della compagna, la 41enne Lucia Chinelli. La piccola è deceduta nella mattinata di venerdì 14 gennaio dopo una notte di agonia ed una delicata operazione all’ospedale Regina Margherita per lesioni multiple al torace, al cranio ed alle osse.

Il 32enne Azhar Mohssine: ‘Le volevo bene come una figlia’

La sera prima, intorno alle 21:30, la bimba era precipitata dal balcone al quarto piano di un palazzo del centro di Torino, in via Milano, a pochi passi dal mercato di Porta Palazzo e del Municipio, dove abitava con la madre. Il partner di quest’ultima, si frequentavano da poco, abitava al piano superiore ed una testimone li avrebbe sentiti litigare prima udire un boato. “Come il tonfo di una cassa di acqua. Sono uscita per dirgli di abbassare la voce ed ho visto la bambina che respirava affannosamente sull’asfalto. Ho chiamato immediatamente i soccorsi mentre la madre gridava disperata ‘la mia bambina, la mia bambina’. Una scena orribile” – ha raccontato la dipendente di una panetteria che aveva appena finito il turno di lavoro.

Il testimone: ‘Ho sentito urlare durante una lite e poi un boato, è stato orribile’

Gli uomini della squadra mobile hanno subito bloccato Azhar Mohssine che era stato appena condannato a otto mesi al termine di un processo celebrato con il rito abbreviato per il possesso, da lui negato, di una cinquantina di grammi di hashish. Quando l’hanno portato via era ubriaco e sputava verso gli agenti. Durante l’interrogatorio ha poi spiegato che la sera della tragedia non aveva neanche bevuto tanto. “Mi sento in colpa perché quando è successo la bimba era a casa mia” – ha spiegato il 32enne al pm mentre l’avvocato difensore, Alessandro Sena, ha sottolineato che ha pianto per l’intera durata dell’interrogatorio rimarncando quanto la bimba fosse legato a lui.

Il trentaduenne era ubriaco al momento del fermo, l’uomo in lacrime durante l’interrogatorio

Alcuni testimoni hanno riferito che la bimba è stata trovata distante dal balcone: “Come se fosse stata lanciata”. A tal riguardo sarà effettuato anche un accertamento tecnico per comprendere come sia caduta dal balcone. Azhar Mohssine rischia di essere accusato di omicidio volontario con dolo eventuale il reato ipotizzato (l’ipotesi di reato non è ancora stata formulata dalla Procura di Torino).

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