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La battuta di Conan O’Brien che ha scosso gli Oscar

Gli Oscar 2026 dovrebbero essere la notte delle stelle, dei film e dei discorsi emozionati. Ma quest’anno, almeno per qualche minuto, la politica ha fatto irruzione sul palco del Dolby Theatre. L’unico sussulto di una cerimonia sobria, in virtù di quanto sta accadendo nel Golfo Persico, e senza particolari guizzi.

A far scattare il cortocircuito è stato Conan O’Brien, conduttore della 98ª edizione degli Academy Awards, che nel monologo di apertura ha infilato una battuta destinata a far discutere.

Dopo aver sottolineato che per la prima volta dal 2012 non ci sono attori britannici candidati come miglior attore o attrice, il comico americano ha sfoderato una stoccata in pieno stile stand-up.

«Un portavoce britannico ha detto: “Sì, ma almeno noi arrestiamo i nostri pedofili”».

La sala è esplosa tra risate e mormorii. Una battuta che, senza citarlo direttamente, evocava inevitabilmente il caso Epstein e la rete di relazioni che ha coinvolto figure potenti negli Stati Uniti e nel Regno Unito.


Il riferimento al caso Epstein e al principe Andrea

Il riferimento di O’Brien è apparso chiaro agli osservatori. La battuta richiamava lo scandalo legato a Jeffrey Epstein, il finanziere americano accusato di traffico sessuale e morto in carcere nel 2019.

Tra i nomi più discussi emersi nell’inchiesta c’è stato quello di Andrew Mountbatten-Windsor, il principe Andrea della famiglia reale britannica, coinvolto nella vicenda e finito sotto i riflettori internazionali.

Nel suo monologo O’Brien ha fatto leva proprio su questa vicenda, suggerendo in modo ironico una differenza tra i due Paesi.

Una frecciata tagliente che ha centrato il bersaglio senza mai pronunciare apertamente i nomi più pesanti.


Il monologo tra politica, guerra e intelligenza artificiale

La battuta su Epstein non è stata l’unica incursione politica della serata.

Conan O’Brien ha aperto lo show con una frase che ha subito fatto sorridere il pubblico:

«Sono onorato di essere l’ultimo presentatore umano degli Academy Awards».

Il riferimento era alla crescente presenza dell’intelligenza artificiale nell’industria cinematografica, un tema che negli ultimi mesi ha agitato Hollywood.

Subito dopo il conduttore ha fatto un accenno alla tensione internazionale.

«L’anno scorso c’erano stati gli incendi in California. Quest’anno invece ci dicono che la situazione è fantastica», ha detto con sarcasmo, alludendo alla crisi geopolitica tra Stati Uniti e Iran.

Alcuni osservatori avevano persino suggerito di rinviare la cerimonia proprio per il clima internazionale, ma alla fine Hollywood ha scelto di andare avanti.


Chi ha vinto gli Oscar 2026

Sul fronte dei premi, la serata è stata dominata dal film Una Battaglia Dietro l’Altra di Paul Thomas Anderson, che ha conquistato sei statuette, tra cui miglior film e miglior regia.

Per Anderson si tratta del primo Oscar come regista, dopo ben undici candidature nella sua carriera.

Tra i riconoscimenti più discussi della serata:

  • Sean Penn miglior attore non protagonista
  • Michael B. Jordan miglior attore protagonista per Sinners
  • Jessie Buckley miglior attrice protagonista per Hamnet
  • Amy Madigan miglior attrice non protagonista per Warriors

Il duello principale della notte è stato proprio tra il film di Anderson e “Sinners – I Peccatori” di Ryan Coogler, che partiva con il maggior numero di nomination ma ha dovuto accontentarsi di alcuni premi tecnici.


Hollywood tra spettacolo e tensioni politiche, Javier Bardem con la scritta Free Palestine

Nonostante il clima internazionale e le polemiche che attraversano Hollywood, la politica è rimasta in gran parte sullo sfondo della cerimonia.

Qualche segnale, però, non è mancato.

Javier Bardem è salito sul palco con la scritta “Free Palestine”, mentre il documentario premiato “Mr. Nobody Against Putin” ha denunciato apertamente i governi che «uccidono i propri cittadini nelle strade».

Nel backstage il regista David Borenstein ha poi lanciato una provocazione destinata a far discutere: secondo lui negli Stati Uniti «i cambiamenti politici stanno avvenendo più rapidamente di quanto sia successo in Russia nei primi anni di Putin».


Vittoria Ceretti e DiCaprio tra il pubblico

Tra le curiosità della serata anche la presenza della supermodella italiana Vittoria Ceretti, arrivata al Dolby Theatre insieme al compagno Leonardo DiCaprio.

La coppia è stata inquadrata più volte mentre rideva alle battute di Conan O’Brien, seduta in prima fila durante il monologo di apertura.

Una scena che racconta bene lo spirito della notte degli Oscar: tra glamour, cinema e qualche stoccata politica che non passa inosservata.

Di Rosalyn Bianca

(Annarita Raiola): la passione per la televisione,la musica e il gossip sono state fonte di ispirazione per il suo percorso giornalistico. Un viaggio quotidiano che va dall’approfondita analisi dei programmi tv alle vicende dei personaggi che infiammano il web fino alle nuove tendenze musicali. In passato è stata voce di una radio locale a Serino, in provincia di Avellino.

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