Accoglienza da eroe per il giovane che ha salvato la prof a CentocelleAccoglienza da eroe per il giovane che ha salvato la prof a Centocelle

Il ritorno a scuola dopo l’aggressione del 13enne

Il primo giorno di scuola dopo l’aggressione è arrivato tra sgomento, silenzi e voglia di ripartire. Questa mattina gli studenti della scuola media Giovanni Verga di Centocelle, a Roma, sono tornati sui banchi dopo il grave episodio di venerdì, quando una docente è stata ferita con un coltello da un suo alunno di 13 anni.

Sul cancello dell’istituto è stato collocato un drappo rosso, probabilmente anche per tutelare la privacy degli studenti e della scuola, finita al centro dell’attenzione dopo l’aggressione.

All’interno dell’istituto sono stati presenti anche gli psicologi dello sportello scolastico, a disposizione degli studenti in questa delicata fase.

«Il clima era di ripartenza», ha raccontato Cecilia Fannunza, assessore alle Politiche Educative e Scolastiche del Municipio V di Roma, che questa mattina si è recata alla Giovanni Verga.

L’assessore ha spiegato che si è svolto un incontro in biblioteca con la classe coinvolta e che nei prossimi giorni sono previsti ulteriori momenti di confronto tra Asl, servizi sociali e scuole.

In classe anche il ragazzo che ha aiutato la professoressa

Tra gli studenti presenti questa mattina c’era anche il ragazzo intervenuto durante l’aggressione per aiutare la docente e bloccare l’attacco.

La scuola, secondo quanto riferito da Fannunza, lo ha accolto in maniera festosa, sottolineando il coraggio dimostrato nel momento più drammatico.

«C’era e so che la scuola lo ha accolto in maniera festosa, risaltando il suo gesto coraggioso», ha raccontato l’assessore.

Il ritorno tra i banchi è stato però accompagnato dalla consapevolezza di quanto accaduto. Tra i genitori presenti all’uscita ha prevalso la volontà di proteggere i ragazzi dal clamore mediatico che ha investito l’istituto.

Una nonna, davanti ai cancelli, ha sintetizzato lo stato d’animo di molte famiglie: «Sono preoccupata». E davanti alle notizie emerse nelle ultime ore ha aggiunto di essere rimasta «basita».

Il figlio della professoressa: «Vuole tornare a lavorare»

A parlare della docente aggredita è stato anche il figlio Stefano, intervenuto a Mattino Cinque.

La donna, ha raccontato, vorrebbe tornare al lavoro il prima possibile.

«Mia mamma mi ha detto che vuole tornare a lavorare il prima possibile, è una donna molto forte», ha spiegato.

Stefano ha poi raccontato il modo in cui la madre ha sempre affrontato il rapporto con gli studenti, anche quelli più difficili.

«Mi diceva sempre che quando aveva un alunno difficile cercava di affrontarlo prima che da insegnante da persona. È una donna che cerca sempre il rapporto umano con i ragazzi, poi è severa è vero, ma solo per trasmettere valori».

Il figlio ha anche commentato i messaggi comparsi sui social dopo l’aggressione, invitando a non trasformare l’episodio in un pretesto per mettere in discussione la professionalità della madre.

«È sbagliato strumentalizzare alcuni argomenti che nulla c’entrano con la professionalità che ha sempre dimostrato mia madre», ha detto.

La professoressa a Dentro la notizia: ‘I genitori mi hanno chiesto scusa’

La professoressa Isabella Marsilio ha per la prima volta parlato dell’accaduto a Dentro la notizia, in onda su Canale 5. La donna ha deciso di non mostrarsi. “Quando ho visto le immagini lo choc è stato maggiore delle coltellate che ho ricevuto. Sconvolgente, anche per tutto quello che si era procurato. Dal coltello al casco. Lo sguardo era gelido mentre si avvicinava alla cattedra” – ha riferito.

“Lo perdono, lui è con me fin dalla prima media. Non ha mai mostrato niente di particolare. Ne ho parlato solo qualche volta con la sua famiglia ed anche per questo che me è sorprendente tutto quello che ha premeditato. Forse durante il periodo estivo gli può essere montata un po’ di rabbia per il debito che aveva” – ha spiegato sottolineando di aver ricevuto il messaggio di scuse della famiglia. “Ho risposto via email”.

Le indagini: si cercano i quattro utenti della videochiamata

Parallelamente al ritorno alla normalità nell’istituto, proseguono le indagini dei carabinieri sull’aggressione.

Sono state inviate due informative, una alla Procura ordinaria e una a quella per i minorenni. Gli investigatori stanno cercando di identificare i quattro utenti con i quali il 13enne era collegato in videochiamata durante l’azione.

L’obiettivo è accertare anche se qualcuno possa averlo istigato.

Gli investigatori stanno inoltre cercando di capire chi abbia successivamente diffuso online il filmato dell’aggressione. Le immagini, che hanno iniziato a circolare a più di 24 ore dall’episodio, mostrerebbero anche le fasi precedenti all’attacco, comprese quelle in bagno.

Secondo l’ipotesi investigativa riportata nelle informazioni disponibili, il video potrebbe essere stato registrato da uno dei partecipanti alla videochiamata su Telegram e pubblicato successivamente.

Perquisiti i telefoni del ragazzo e della madre

Una parte importante dell’inchiesta riguarda inoltre l’analisi dei dispositivi elettronici.

I carabinieri del Comando provinciale stanno esaminando i dati acquisiti dopo la perquisizione informatica del cellulare del 13enne e di quello della madre.

Sul telefono della madre, secondo quanto emerso, erano presenti le carte di credito utilizzate dal ragazzo per acquistare i due coltelli da sub e gli occhiali da softair utilizzati durante il piano.

Gli investigatori stanno quindi ricostruendo contatti, comunicazioni e attività online del minorenne per comprendere come sia maturata l’aggressione e se vi siano state altre persone coinvolte o a conoscenza delle sue intenzioni.

Intanto alla Giovanni Verga di Centocelle è iniziata una nuova fase: quella del ritorno in classe dopo una giornata che ha lasciato paura e interrogativi tra studenti, famiglie e insegnanti. Il lavoro degli psicologi, della scuola e dei servizi territoriali accompagnerà ora gli studenti mentre sul fronte giudiziario proseguono gli accertamenti per ricostruire tutti i passaggi dell’aggressione.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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