La folla furiosa e nel riquadro Ariana con la nonnaLa folla furiosa e nel riquadro Ariana con la nonna

Orrore in Chiapas: Miriam Cruz Alpuche e la piccola Ariana Scarlett erano state trovate morte dopo giorni di ricerche

Prima il duplice femminicidio che ha sconvolto una comunità, poi la rabbia esplosa contro i sospettati, fino a un linciaggio culminato con una decapitazione in pieno centro. In Chiapas, nel sud del Messico, la vicenda di Miriam Cruz Alpuche e della nipotina dodicenne Ariana Scarlett si è trasformata in una doppia tragedia: alla morte delle due vittime si è aggiunta quella di uno degli uomini accusati del delitto, strappato alla custodia delle autorità da un gruppo di residenti.

L’uomo, identificato come Andrés ‘N’, conosciuto con il soprannome di «El Cera», è stato aggredito e ucciso dalla folla a Ostuacán. Il suo presunto complice, Armando ‘N’, detto «El Melo», è invece sopravvissuto all’assalto ed è stato soccorso dalle autorità. La Procura del Chiapas ha aperto un’indagine anche per la morte del sospettato, mentre prosegue il procedimento relativo all’uccisione della donna e della bambina.

La scomparsa, le ricerche e il ritrovamento dei corpi

Miriam Cruz e Ariana Scarleth Velázquez erano uscite lunedì 19 ottobre per raggiungere il ranch di famiglia nella zona di Ribera Tanchichal. Non vedendole rientrare, i parenti e gli abitanti della zona avevano avviato le ricerche, alle quali si sono unite centinaia di persone.

La scomparsa si è conclusa nel modo più drammatico. Il corpo della donna è stato ritrovato nei pressi di un corso d’acqua; quello della bambina è stato individuato due giorni dopo, in un fossato a diverse centinaia di metri di distanza.

La vicenda ha alimentato indignazione anche per le lamentele dei familiari sulla risposta iniziale delle autorità. Secondo quanto riferito dalla famiglia, dopo la denuncia della scomparsa sarebbe stato chiesto di attendere prima di avviare gli interventi. Le circostanze sono diventate uno dei motivi della crescente tensione nella comunità.

Arrestati, poi strappati alla polizia

Dopo giorni di indagini, le autorità hanno fermato due uomini, identificati come Armando ‘N’, alias El Melo, e Andrés ‘N’, alias El Cera. Secondo la ricostruzione della Procura, entrambi avrebbero seguito le vittime fino al luogo in cui si è consumato il duplice omicidio, per poi fuggire.

La notizia degli arresti non ha placato la rabbia. Un gruppo di residenti avrebbe intercettato gli agenti mentre si preparavano a trasferire i sospettati e li avrebbe sottratti alla custodia. La tensione è degenerata: alcuni abitanti hanno fatto irruzione negli uffici del municipio e si sono scagliati contro i due uomini.

El Cera è stato ucciso e il suo corpo, decapitato, è stato lasciato nel parco centrale di Ostuacán. El Melo, invece, è rimasto ferito ed è stato portato in ospedale grazie all’intervento delle autorità, che sono riuscite a sottrarlo alla folla.

La Procura: movente legato a una vendetta personale

Il procuratore del Chiapas, Jorge Luis Llaven Abarca, ha dichiarato che gli elementi raccolti dagli investigatori indicano il coinvolgimento di entrambi gli uomini nel duplice femminicidio. Secondo la ricostruzione investigativa, il movente sarebbe legato a una vendetta personale connessa alla vendita di bestiame.

Il ruolo attribuito ai due sospettati sarebbe stato diverso: El Melo è indicato dagli inquirenti come colui che avrebbe ideato il piano, mentre El Cera sarebbe stato l’esecutore materiale. La Procura ha annunciato l’intenzione di chiedere una pena di 100 anni di carcere per il sospettato sopravvissuto.

Le responsabilità dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti. Le autorità hanno inoltre confermato l’apertura di un fascicolo per l’omicidio di El Cera, ucciso durante il linciaggio nonostante i tentativi di riportare la situazione sotto controllo.

Due femminicidi, una comunità travolta dalla violenza

La morte di Miriam e della nipotina ha scosso profondamente la zona, dove la mobilitazione per ritrovarle aveva coinvolto numerosi residenti. La rabbia per il duplice delitto e per la gestione della scomparsa si è trasformata in una nuova esplosione di violenza, culminata nell’uccisione di uno dei sospettati.

Il caso lascia così la comunità messicana segnata da tre morti e due indagini distinte: quella sul femminicidio della donna e della bambina e quella sul linciaggio. La Procura dovrà ricostruire le responsabilità di tutti i coinvolti, mentre il sopravvissuto resta al centro dell’inchiesta sul duplice omicidio.

La vicenda di Miriam e Ariana è diventata anche il simbolo di una rabbia collettiva che, invece di fermarsi alla richiesta di giustizia, è sfociata in un’altra morte violenta.

Di Redazione

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