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Chico Forti: ‘In carcere accolto da re’, dagli spaghetti all’amatriciana all’incontro con Schettino

Chico Forti rientra a Trento con la madre che lo aspetta alla porta

“Il carcere a Miami è basato sulla punizione mentre qui ho conosciuto valori che era 24 anni che non ritrovavo. Valori umani di rapporti e rispetto, una differenza tra notte e giorno” – ha detto Chico Forti detenuto per 24 anni negli Stati Uniti e recentemente tornato in Italia, nella registrazione di Cinque minuti su Rai1.

Chico Forti ha raccontato a Cinque Minuti i primi giorni di detenzione in Italia e le differenze con il carcere di Miami

Dopo 24 anni di carcere a Miami adesso è in carcere a Verona. Per Forti c’è una “differenza enorme”. Una giornata del detenuto nel carcere in Florida “è impossibile da descrivere”, ha affermato. Il detenuto “viene umiliato ogni azione che fai è per ricordarti che sei punito per qualcosa che hai fatto”.

In Italia, invece, “mi hanno accolto come un re” – ha aggiunto. “A Rebibbia la prima persona che mi ha accolto mi ha detto ‘c’è il comandante che vuole parlarle’. Pensavo fosse una persona della penitenziaria invece si è presentato Schettino che mi ha detto: Chico, sei il mio eroe” – ha spiegato sottolineando che la prima pietanza è stato un piatto di spaghetti all’amatriciana. “Tutto quello che ho adesso, vestiti, biancheria, me lo hanno donato gli altri detenuti”.

‘Mi hanno detto c’è il comandante che ti vuole parlare, si è presentato Schettino ed ha detto che ero il suo eroe’

Poi il racconto della sospirata comunicazione del trasferimento in Italia. “Il primo marzo ho ricevuto una chiamata che ha scombussolato il mio penitenziario, perché mi hanno detto ‘ Forti hai una chiamata dalla Casa Bianca‘. La prima persona che mi parlò fu l’ambasciatrice italiana a Washington, mi disse ‘sono qui con il presidente Biden e il primo ministro, il primo ministro vorrebbe parlarti’, e mi è stato dato l’annuncio da Giorgia Meloni. L’ho ringraziata indipendentemente da quale fosse il risultato, e lì lei mi ha dato la notizia , ‘siamo finalmente riusciti a convincerlo, torni a casa’”

L’incontro con la madre: ‘Nei suoi occhi i fuochi d’artificio’

Finalmente ha potuto riabbracciare la mamma. “Mia madre è la mia roccia, la mia forza e la mia energia”, ha affermato. “Nei suoi occhi puoi vedere i fuochi d’artificio, la gioia nel suo sguardo” – ha spiegato. “Come si vive un ergastolo nella convinzione di essere innocente? Se sei convinto della tua innocenza – ha sottolineato – hai la forza di andare avanti giorno per giorno. Non ho mai pensato ai 24 anni ma al giorno successivo. Se credi in te e hai principi, trovi la forza per andare avanti”. “Sono stato congelato per 24 anni ma la voglia di vivere non è cambiata” – ha concluso Chico Forti . 

Redazione
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Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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