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Perché Fabrizio Corona ha deciso di denunciare Mediaset?

Fabrizio Corona apre un nuovo fronte giudiziario e questa volta il bersaglio è Mediaset. L’ex re dei paparazzi, tramite il suo storico avvocato Ivano Chiesa, ha annunciato una denuncia per tentata estorsione contro il gruppo televisivo.

Il motivo? Secondo la difesa, Mediaset avrebbe inviato missive ai gestori di locali pubblici e discoteche, invitandoli a vigilare sul comportamento degli ospiti durante gli eventi, con un chiaro riferimento – non esplicito ma “evidente” – proprio a Corona.

Per il legale, queste lettere rappresenterebbero una forma di pressione indiretta per impedire a Corona di lavorare, scoraggiando i locali dall’ingaggiarlo per serate ed eventi.


“Condotta inesigibile”: cosa sostiene l’avvocato Ivano Chiesa?

Il cuore della denuncia sta in un concetto giuridico preciso: condotta inesigibile.

Secondo Chiesa, chiedere a un gestore di discoteca di controllare le parole di un ospite è giuridicamente e materialmente impossibile.

“Come si può pretendere che un gestore impedisca a qualcuno di dire quello che vuole? Cosa dovrebbero fare, mettergli un tappo in bocca?”

La linea difensiva è chiara: chi riceve queste missive si intimorisce, teme conseguenze legali e sceglie di non chiamare Corona, limitandone di fatto la libertà professionale.


Tentata estorsione o pressione legale? Il nodo giuridico

Per Corona e il suo avvocato, la strategia sarebbe una forma di silenziamento economico: prima la chiusura dei profili social, poi il pressing sui locali.

“Non vogliono farlo lavorare, l’hanno silenziato sui social e ora vogliono silenziarlo anche così”, ha ribadito Chiesa.

La denuncia depositata alla Procura di Milano chiede di valutare tentata estorsione o altri reati, lasciando ai magistrati la qualificazione giuridica della condotta.


Che ruolo hanno le discoteche e chi ha davvero l’obbligo di controllo?

Un altro punto centrale riguarda la responsabilità per condotte altrui.

Secondo Chiesa, un gestore di locale non ha alcun obbligo di censura preventiva:

  • può intervenire per garantire sicurezza fisica e ordine pubblico
  • non può essere responsabile di eventuali frasi diffamatorie pronunciate da un ospite

La responsabilità per omesso controllo, sottolinea il legale, può riguardare direttori di giornali, genitori per i figli minori o pubblici ufficiali, non certo un imprenditore della notte.

“Non siamo in Corea”, ha chiosato, evocando una metafora da guerra fredda sulla libertà di espressione.


Social chiusi, YouTube aperto: Corona tenta il ritorno online

Nel frattempo, il fronte digitale resta incandescente. I profili social di Corona risultano chiusi su decisione delle piattaforme, a seguito di pressioni legali legate a diffamazione, copyright e hate speech.

Nelle ultime ore ci sarebbero stati tentativi di rientro online, falliti o bloccati, mentre resta visibile l’ultima puntata del format Falsissimo su YouTube, con attacchi frontali a Mediaset e Alfonso Signorini.


Procura di Milano: un mosaico di indagini incrociate

Il caso Corona si inserisce in un quadro giudiziario già complesso. In Procura a Milano sono aperti diversi filoni:

  • accuse di revenge porn e diffamazione aggravata a carico di Corona
  • un’indagine per violenza sessuale ed estorsione che vede indagato Alfonso Signorini, denunciato dall’ex gieffino Antonio Medugno
  • contestazioni di concorso in diffamazione e ricettazione per manager di Google

La nuova denuncia di Corona aggiunge un capitolo inedito a una saga giudiziaria che sembra non avere fine.


Libertà di parola o strategia di pressione? Il caso che divide

Il caso solleva una questione più ampia: dove finisce la tutela legale e dove inizia la pressione economica?

Da un lato, Mediaset difende il proprio marchio e si muove contro contenuti ritenuti diffamatori. Dall’altro, Corona si presenta come vittima di una macchina censoriale che usa il diritto come clava.

La verità giudiziaria arriverà solo dalle carte della Procura. Ma intanto il conflitto tra il personaggio più incendiario dello showbiz italiano e il colosso televisivo di Cologno Monzese si trasforma in un caso-simbolo sulla libertà di espressione nell’era delle piattaforme e delle lettere degli avvocati.

Di Rosalyn Bianca

(Annarita Raiola): la passione per la televisione,la musica e il gossip sono state fonte di ispirazione per il suo percorso giornalistico. Un viaggio quotidiano che va dall’approfondita analisi dei programmi tv alle vicende dei personaggi che infiammano il web fino alle nuove tendenze musicali. In passato è stata voce di una radio locale a Serino, in provincia di Avellino.

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