Il ricovero in codice rosso
Emma Bonino è stata trasportata d’urgenza al Pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito di Roma in codice rosso a seguito di un malore. Le prime informazioni provenienti da fonti sanitarie parlano di una situazione che ha richiesto immediatamente il trasferimento nel reparto di terapia intensiva, dove l’esponente radicale è stata presa in carico nel tardo pomeriggio.
La conferma di +Europa: “È vigile”
Da +Europa trapela un quadro più rassicurante: la 77enne sarebbe vigile e sotto costante monitoraggio. Le stesse fonti precisano che la situazione è ritenuta “sotto controllo”, in attesa del bollettino medico ufficiale che verrà diffuso domani mattina dall’ospedale.
L’ex ministra degli Esteri è rimasta cosciente al momento del trasferimento, secondo quanto riferito, e nonostante la gravità del codice con cui è arrivata al Pronto soccorso, il personale sanitario avrebbe stabilizzato le sue condizioni.
Un percorso di salute complesso
Il malore arriva dopo anni segnati da sfide importanti. Dieci anni fa Emma Bonino aveva annunciato la diagnosi di un tumore al polmone sinistro, un microcitoma raro e aggressivo che ha affrontato per otto anni con cure costanti e un percorso complesso. Nel 2023 dichiarò la sua guarigione, ringraziando pubblicamente i medici che l’avevano seguita: “Mi hanno separato dalla malattia”, raccontò con gratitudine.
Nel corso degli anni non aveva nascosto le conseguenze delle terapie né la difficoltà del percorso: “I miei capelli non cresceranno più, ma intanto 1 a 0 per me”, disse con il suo tono diretto e tenace.
I precedenti ricoveri e le difficoltà respiratorie
Nell’ottobre 2024 l’esponente radicale era stata nuovamente ricoverata per problemi respiratori. In quelle settimane, proprio durante il periodo più complicato, aveva ricevuto anche una visita privata e inaspettata di Papa Francesco, un incontro che aveva profondamente colpito la politica e l’opinione pubblica.
Il ricovero di oggi si inserisce in questo quadro clinico delicato, anche se da +Europa insistono nel rassicurare sul fatto che la situazione sia attualmente sotto controllo.
Attesa per il bollettino medico
Per ora non ci sono ulteriori dettagli sulle cause precise del malore. L’ospedale diffonderà un aggiornamento ufficiale domani mattina, quando i medici del Santo Spirito renderanno note le condizioni di Emma Bonino con un primo bollettino.
La notizia ha immediatamente suscitato apprensione nel mondo politico e civile, dove la storica leader radicale resta una delle figure più rispettate, simbolo di battaglie portate avanti per decenni con determinazione e coerenza.
Le battaglie di Emma Bonino
Emma Bonino è una delle poche donne italiane famose all’estero: è stata sempre rispettata nonostante le sue posizioni “radicali”. Famose le sue battaglie per l’aborto e la liberalizzazione delle droghe. La sua coerenza “pannelliana” è stata rispettata anche dalle destre e dai conservatori che le hanno riconosciuto una coerenza incrollabile.
Il suo percorso nella politica si è dipanato tra incarichi istituzionali e battaglie che a quei tempi sembravano estremi. Iscritta al Partito radicale dal 1975, ha svolto un ruolo di primo piano nelle campagne per la liberalizzazione dell’aborto e contro il nucleare, realizzate mediante la propaganda referendaria e la disobbedienza civile.
Negli anni seguenti ha promosso numerose iniziative per la liberalizzazione delle droghe leggere e la distribuzione controllata di eroina mentre, sul piano internazionale, si è impegnata nella difesa dei diritti civili e politici e per l’abolizione della pena di morte. Deputato dal 1976 al 1994, è stato presidente del Partito radicale transnazionale dal 1991 al 1993, e dal 1993 al 1994 ha ricoperto la carica di segretario.
Ha digiunato per l’Africa e la fame nel mondo
Eletta al Parlamento europeo nel 1979 e nel 1984, è stata riconfermata nelle elezioni europee del giugno 1999, alle quali si è presentata con una propria lista denominata Lista Bonino ottenendo l’8,5% dei consensi. Ha combattuto per donne e derelitti, digiunato per l’Africa e la fame nel mondo, per la libertà di diritti e valori, predicatrice del dialogo interlaico – non solo interreligioso – con una visione proiettata geopoliticamente in lungo e in largo.

