I genitori di Chiara rompono il silenzio attraverso il loro avvocato: “Quei soldi non sono mai stati usati”
Il caso Garlasco continua a riaprire ferite mai rimarginate. Mentre la nuova inchiesta che coinvolge Andrea Sempio alimenta polemiche, dubbi e tensioni mediatiche, la famiglia di Chiara Poggi torna al centro dell’attenzione pubblica per una questione che sembrava ormai archiviata: il risarcimento ricevuto da Alberto Stasi dopo la condanna definitiva.
I genitori della giovane uccisa nell’agosto del 2007 sono pronti a restituire quelle somme. Soldi che, secondo quanto spiegato dal loro storico legale Gian Luigi Tizzoni, sarebbero rimasti bloccati su un conto corrente e mai realmente utilizzati.
Una precisazione arrivata dopo settimane di insinuazioni e polemiche legate alla convinzione della famiglia Poggi sulla colpevolezza di Stasi.
“È svilente pensare che per loro contino i soldi”
A parlare è stato proprio l’avvocato Tizzoni all’uscita del Palazzo di Giustizia di Milano.
“È svilente immaginare che l’aspetto economico costituisca anche solo un remoto pensiero per la famiglia Poggi”, ha dichiarato il legale.
Secondo Tizzoni, per i genitori di Chiara la priorità è sempre stata una sola: l’accertamento della verità sull’omicidio della figlia.
“Oggi qualcuno vuole mettere quella verità in discussione e dunque affronteremo questo tema nelle sedi opportune”, ha aggiunto.
Il riferimento è alla nuova indagine che punta su Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara, e che negli ultimi mesi ha riacceso il dibattito sul delitto di Garlasco nonostante la condanna definitiva a 16 anni di carcere per Alberto Stasi.
Quanti soldi hanno ricevuto davvero i Poggi
L’avvocato ha voluto chiarire anche le cifre circolate negli ultimi tempi.
“Si romanza molto su cifre folli”, ha detto Tizzoni.
Secondo quanto spiegato dal legale, la famiglia Poggi avrebbe ricevuto circa 350-400 mila euro, importo dal quale vanno però sottratte le spese legali e i costi sostenuti negli anni per consulenti e attività processuali.
Una somma che, secondo la difesa della famiglia, verrebbe restituita qualora dovesse essere necessario.
“L’aspetto economico non è prioritario”, ha ribadito Tizzoni, sottolineando come ancora oggi i familiari di Chiara continuino a vivere disagi e pressioni legate alla vicenda giudiziaria.
Il dolore della famiglia Poggi e gli attacchi sui social
Nel corso dell’intervento, il legale ha parlato anche del clima pesante che da mesi circonda la famiglia Poggi, presa di mira sui social e in alcune trasmissioni online.
Secondo Tizzoni, i genitori di Chiara sarebbero stati bersaglio di attacchi continui, accuse e ricostruzioni giudicate offensive.
“Hanno vissuto malissimo”, ha spiegato il legale.
La famiglia avrebbe presentato numerose querele in tutta Italia per diffamazione aggravata e in alcuni casi anche stalking.
Particolarmente dolorosi, secondo il legale, sarebbero stati i commenti rivolti alla stessa Chiara Poggi, impossibilitata ovviamente a difendersi.
“Sono stati aggrediti senza possibilità di replica”, ha aggiunto Tizzoni, riferendosi soprattutto a contenuti diffusi online e sui social.
Il nuovo mistero degli appunti trovati nel fascicolo su Sempio
Intanto, proprio nell’inchiesta su Andrea Sempio, è emerso un nuovo elemento destinato a far discutere.
Tra gli atti depositati compare infatti un foglio scritto a mano e spillato a una bozza della richiesta di archiviazione della prima indagine a carico del 38enne.
Secondo quanto emerso, si tratterebbe di annotazioni trovate in un fascicolo del Nucleo informativo dei carabinieri di Pavia che, all’epoca, non aveva delega per svolgere accertamenti su Sempio.
La Procura starebbe ora cercando di capire chi abbia scritto quelle note e perché si trovassero all’interno del fascicolo.
Perché il caso Garlasco continua ancora oggi a dividere l’opinione pubblica
A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il delitto di Garlasco continua a generare dubbi, polemiche e nuove interpretazioni.
La presenza di un condannato definitivo in carcere e di un nuovo indagato per gli stessi fatti rappresenta uno degli aspetti più delicati dell’intera vicenda.
Ed è proprio questo elemento che sta alimentando nuovamente il dibattito mediatico e giudiziario attorno a uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi decenni in Italia.

