L’aggressione mortale con un coltello da cucina
Il fratricidio a Tricase con videochiamata sconvolge il Salento: il 33enne Sheikh Md Humaun ha ucciso il fratello minore e ha mostrato il corpo senza vita ai familiari in Bangladesh durante una chiamata. Un dettaglio che trasforma il delitto in un caso mediatico, già rilanciato anche all’estero.
Secondo le prime ricostruzioni, il 33enne di origine bangladese avrebbe colpito il fratello con un coltello da cucina nell’appartamento in cui vivevano. Una violenza improvvisa che ha scosso profondamente la comunità locale.
Dinamica: la lite e le coltellate
La ricostruzione degli investigatori indica che tra i due fratelli sarebbero sorti dissidi di natura economica. Una lite degenerata rapidamente fino all’aggressione fatale.
Dall’esame medico-legale, effettuato presso l’ospedale Vito Fazzi di Lecce, emergono tre ferite da arma da taglio. Solo una, però, si è rivelata mortale, colpendo la vittima alla schiena, nella regione lombare.
Un elemento che emerge con forza è la lucidità con cui l’aggressore avrebbe agito dopo il delitto: invece di fuggire, ha preso lo smartphone e ha avviato una videochiamata.
La videochiamata shock ai familiari
Durante la chiamata, l’uomo avrebbe mostrato il corpo senza vita del fratello, confessando apertamente quanto appena accaduto. Un gesto che ha amplificato la portata emotiva della tragedia.
Nella conversazione, diffusa successivamente sui social del Bangladesh, si sente ripetere più volte la parola “Bahi” (fratello). Dall’altra parte dello schermo, un familiare — probabilmente una donna — avrebbe implorato l’uomo di chiamare immediatamente i soccorsi.
Questo dettaglio rappresenta uno degli aspetti più inquietanti dell’intera vicenda: la violenza non solo compiuta, ma anche condivisa in tempo reale.
L’intervento dei carabinieri e l’arresto
I carabinieri della stazione locale sono intervenuti rapidamente, allertati da una terza persona che aveva assistito alla scena. All’arrivo dei militari, l’uomo non ha opposto resistenza.
Dopo un primo fermo, è stato arrestato nella notte su disposizione dell’autorità giudiziaria. Gli investigatori, coordinati dal comando provinciale di Lecce, stanno ora cercando di chiarire tutti i dettagli.
Secondo quanto emerso, il 33enne sarebbe stato in preda a una forte crisi emotiva, scoppiando in lacrime durante e dopo la videochiamata.
Condizioni della vittima e rilievi medico-legali
La vittima, 29 anni, è stata trovata priva di vita sul pavimento dell’abitazione. I tentativi di soccorso si sono rivelati inutili.
Il medico legale ha confermato che la ferita fatale è stata inferta alle spalle, un elemento che potrebbe avere rilievo nelle indagini sulla dinamica esatta dell’aggressione.
Ulteriori accertamenti sono in corso per stabilire con precisione tempi e modalità del decesso.
Indagini e contesto: non è un caso isolato
Le indagini proseguono per chiarire il movente e verificare eventuali precedenti tensioni tra i due fratelli. Gli investigatori stanno analizzando anche il contenuto della videochiamata e la sua diffusione online.
Non è il primo caso in cui una violenza domestica viene documentata in tempo reale tramite smartphone. Negli ultimi anni, episodi simili hanno evidenziato come la tecnologia possa trasformare un crimine in un evento condiviso, amplificando il trauma. Questo caso solleva una riflessione più ampia: la presenza dei social e delle videochiamate non solo racconta la violenza, ma può diventare parte integrante dell’evento stesso.

