Un 19enne sarà interrogato dal gip, un secondo presunto accoltellatore è ricercato
Una vendetta maturata nell’arco di poche ore e culminata con la morte di un ragazzo che, secondo gli investigatori, potrebbe non essere stato il vero obiettivo del gruppo. È la pista che sta emergendo nell’inchiesta sull’omicidio di Gianluca Ibarra Silvera, il 22enne accoltellato la notte tra il 26 e il 27 maggio nella stazione di Milano Certosa.
Le indagini della Squadra Mobile, sviluppate subito dopo il delitto, hanno portato all’identificazione di diversi sospettati e alla ricostruzione di uno scenario che era stato ipotizzato fin dalle prime ore: il giovane sarebbe stato ucciso dopo essere stato scambiato per un appartenente a una gang rivale. Tra gli indagati ci sarebbe anche un trapper di 20 anni noto sui social come ‘Reyomar’. Il giovane sarebbe stato notato sulla scena del delitto al momento dell’aggressione
Secondo quanto emerso, gli aggressori ritenevano infatti che il 22enne fosse legato alla MS13, gruppo che poche ore prima avrebbe avuto uno scontro con giovani riconducibili ai Latin Kings, organizzazione alla quale apparterrebbero invece gli indagati.
Dalla rissa alla spedizione punitiva
Gli investigatori stanno concentrando l’attenzione sugli eventi che hanno preceduto l’aggressione mortale.
Nella stessa giornata del delitto ci sarebbe stato un tafferuglio tra i due gruppi. Ad avere la peggio sarebbero stati proprio i presunti appartenenti ai Latin Kings che, successivamente, si sarebbero riuniti per individuare i responsabili dello scontro.
In questo contesto sarebbe maturata la decisione di cercare i rivali.
La ricostruzione investigativa indica che in serata si sarebbe verificato un primo alterco che coinvolse Gianluca Ibarra Silvera, il fratello, il padre e un amico. Più tardi sarebbe scattato l’agguato che si è concluso con il ferimento mortale del giovane.
L’ipotesi dello scambio di persona dovrà essere verificata nel corso degli interrogatori e con il prosieguo delle indagini, ma rappresenta al momento una delle piste principali seguite dalla Procura.
Un fermato e un secondo indagato ricercato
Per la vicenda sarà interrogato dal gip Sara Cipolla Jefferson Smit Echevarra Verano, 19 anni, originario del Perù, raggiunto da un decreto di fermo emesso dalla Procura di Milano guidata da Marcello Viola.
Il giovane è accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dal numero degli aggressori, indicati complessivamente in 17 persone.
Il pubblico ministero Elio Ramondini ha chiesto la convalida del fermo e l’applicazione della custodia cautelare in carcere.
Un secondo presunto accoltellatore, destinatario di un analogo provvedimento, risulta invece attualmente irreperibile.
Le prove raccolte dagli investigatori
A rafforzare il quadro accusatorio sono stati diversi elementi acquisiti nel corso dell’inchiesta.
Determinanti si sono rivelate le immagini delle telecamere di videosorveglianza, i riconoscimenti fotografici e gli accertamenti della polizia scientifica sugli oggetti sequestrati, tra cui coltelli e frammenti di bottiglie.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nella stazione di Milano Certosa erano presenti 17 giovani tra le 19.25 e le 22.19 del 26 maggio. Molti di loro erano vestiti di nero e si sarebbero presentati come appartenenti ai Latin Kings.
Gli accertamenti hanno portato gli investigatori a contestare al gruppo l’aggressione culminata con l’accoltellamento del 22enne, deceduto poco dopo le 22.15.
Gli accertamenti ancora da completare
L’inchiesta resta aperta e diversi aspetti dovranno essere approfonditi nei prossimi giorni.
La Procura ha disposto l’autopsia sul corpo della vittima, che verrà eseguita mercoledì. I familiari del giovane saranno chiamati anche alle procedure di riconoscimento formale.
Gli investigatori stanno inoltre cercando di individuare altri possibili partecipanti ai fatti. Secondo quanto emerso, alcune persone che potrebbero fornire elementi utili all’indagine si sarebbero allontanate da Milano e potrebbero trovarsi all’estero.
Proprio dai prossimi interrogatori potrebbe arrivare la conferma definitiva dell’ipotesi che sta orientando l’inchiesta: quella di un ragazzo finito nel mirino di un gruppo che stava cercando qualcun altro.

