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Giallo Giuseppe Pedrazzini: il genero tira in ballo un rogito, le accuse della vicina: ‘Ora ho paura’

Sono stati scarcerati i familiari di Giuseppe Pedrazzini, il 77enne trovato morto in un pozzo vicino a casa a Toano (Reggio Emilia) la sera dell’11 maggio. Il Gip del tribunale di Reggio Emilia ha disposto  la misura cautelare dell’obbligo di dimora e di firma per moglie, figlia e genero dell’anziano che viveva con i congiunti a Cerrè Marabino.

Scarcerati moglie, figlia e genero di Giuseppe Pedrazzini: disposto l’obbligo di dimora

Per Marta Ghilardini è stato disposto l’obbligo di dimora in un’altra abitazione nel comune di Toano mentre Riccardo Guida e Silvia Pedrazzini osserveranno la misura a Taranto dove hanno una casa. Quest’ultimi hanno rilasciato alcune dichiarazioni subito dopo essere usciti dal carcere. Il 43enne ha fatto riferimento ad un rogito da 50mila euro per un’abitazione che avrebbe dovuto fare la suocera. “Forse a qualcuno non andava bene” – ha sottolineato con la moglie che ha aggiunto che presto verrà fuori molto altro. Niente hanno aggiunto, invece, sulla mancata denuncia di scomparsa di Giuseppe Pedrazzini. “Chiedete ai nostri avvocati”.

Riccardo Guida all’uscita dal carcere: ‘Mia suocera doveva fare un rogito, forse a qualcuno dava fastidio’

Il Gip ha rigettato la richiesta di misura cautelare per i reati di omicidio e sequestro di persona mentre ha disposto l’obbligo di dimora e obbligo di firma per soppressione di cadavere. I tre risultano indagati anche per truffa, in relazione al percepimento della pensione dell’anziano parente, nel periodo in cui era scomparso. Una vicenda che resta avvolta nel mistero con il corpo del 77enne che è stato trovato all’interno di un pozzo d’acqua profondo all’incirca otto metri, presente a poca distanza dalla casa colonica familiare e coprendone l’apertura con una pesante lastra di pietra.

Nel corso della puntata del 17 maggio di Storie italiane la vicina, la signora Rosanna, ha manifestato le sue perplessità nei confronti dei familiari di Pedrazzini lanciando nuove accuse. “Sono delusa perché non mi aspettavo mai una cosa del genere. Era quattro mesi che non vedevo Beppe, una persona favolosa ma solo lui. I familiari non ci parlavano più e non lasciavano parlare nessuno, ad un’altra vicina dicevano che dormiva”. La donna ha spiegato di aver visto per l’ultima volta l’anziano di Toano durante le festività natalizie.

Le accuse della vicina: ‘Dicevano che Beppe dormiva, il genero mi faceva dei gesti’

“Girava sempre con la macchina, andava a Toano a giocare a carte ed abbiamo passato dei giorni bellissimi qua. Qui non poteva venire più nessuno da quando è arrivato il genero. Ha messo i cartelli proprietà privata. Quando poteva andava lui a trovare i familiari” – ha aggiunto la donna che ha aggiunto che venivano allertati i carabinieri quando qualcuno si avvicinava a casa. “Dopo che ho sentito che sono liberi io ho paura. Non mi sento serena perché da quando è venuto lui non parlavamo più con nessuno, neanche con la suocera e noi eravamo amiche.

In passato c’erano state anche segnalazioni, noi certamente non gli eravamo simpatici. Ci faceva anche dei gesti, sembrava un segno della croce ma non credo fosse una cosa buona ma è una mia opinione” – ha chiosato la vicina.

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