Il dramma in contrada San Nicola: il ragazzo travolto dal treno
Un pomeriggio come tanti si è trasformato in tragedia a Castelvetrano. Un ragazzo di 17 anni, di origine tunisina e residente a Campobello di Mazara, S.J., è stato investito dal treno sulla tratta Trapani-Castelvetrano mentre stava lavorando nei campi della contrada San Nicola.
Secondo quanto ricostruito dalla Polfer di Marsala e Trapani, il giovane stava ripulendo il terreno dai rami della potatura in un punto vicinissimo ai binari. Indossava cuffie acustiche con la musica ad alto volume, che probabilmente gli hanno impedito di percepire l’arrivo del convoglio in direzione Castelvetrano. Il macchinista, pur suonando le trombe e tentando una frenata disperata, non è riuscito a evitarlo. L’impatto, al capo, è stato fatale.
La dinamica e le prime ipotesi
L’incidente è avvenuto intorno alle 10 del mattino all’altezza del km 125 della rete ferroviaria. Inizialmente si era ipotizzato un possibile suicidio, ma le prime ricostruzioni degli investigatori hanno chiarito che si tratta di una tragica fatalità legata alla vicinanza ai binari e all’uso delle cuffie.
Il treno era partito da Castelvetrano ed era prossimo alla stazione di Mazara del Vallo. Il traffico ferroviario è rimasto interrotto per diverse ore per consentire i rilievi tecnici della Polizia Ferroviaria e della Polizia Scientifica, mentre la Procura di Marsala ha disposto l’autopsia sul corpo del giovane.
Chi era il ragazzo e il contesto familiare
Il diciassettenne viveva con i genitori a Campobello di Mazara e, secondo quanto riferito dai vicini, era un ragazzo tranquillo che aiutava la famiglia nei lavori agricoli. Quel giorno si trovava nei campi, vicino ai binari, come faceva spesso.
La comunità locale è sotto shock: amici e vicini raccontano di un giovane diligente e rispettoso, che non avrebbe mai immaginato un simile destino. La tragedia colpisce anche il mondo ferroviario, dove la sicurezza lungo i tratti extraurbani continua a essere una sfida critica.
Indagini e prospettive
Gli agenti della Polizia Ferroviaria di Marsala, con il supporto dei colleghi di Trapani, hanno effettuato i rilievi sul posto. L’autopsia chiarirà ulteriormente le cause della morte, ma al momento l’ipotesi predominante resta quella di un incidente legato alla distrazione e alla scarsa percezione dei suoni del treno a causa delle cuffie.
La Procura di Marsala coordina le indagini e valuterà eventuali responsabilità sulla sicurezza della linea e dei lavori agricoli in prossimità dei binari. La tragedia ha fatto riflettere anche sulla necessità di campagne di prevenzione rivolte ai più giovani, affinché siano consapevoli dei rischi legati alla vicinanza dei convogli.

