Il racconto di Stefano Lotumolo: “Abbiamo avuto venti secondi per uscire”
“La morte ci ha bussato al pullman e ci ha detto: scendete, non è il vostro momento”. Sono le parole con cui Stefano Lotumolo, fotografo toscano tra gli italiani tratti in salvo dopo la devastante valanga che ha travolto una valle del Nepal, ha raccontato all’Adnkronos i momenti vissuti durante la tragedia. Il 38enne e la torinese Valentina Piccinini sono ora al sicuro in un albergo di Kathmandu, ma il bilancio resta drammatico: secondo gli ultimi dati delle autorità locali, le vittime accertate sono 389 e i dispersi oltre 1.300. Tra gli stranieri ancora senza notizie figurano anche italiani.
Il pullman a pochi metri dall’onda di fango
Lotumolo ha raccontato di essere partito il giorno precedente per un viaggio spirituale verso il monte Kailash, considerato la dimora del dio Shiva. Il gruppo aveva raggiunto un villaggio che sarebbe stato completamente cancellato dalla valanga.
“Eravamo sul pullman, a circa 20 metri da dove è avvenuto il disastro”, ha raccontato il fotografo. Poi l’arrivo dell’enorme massa di fango e detriti: “Abbiamo avuto venti secondi per uscire dal nostro mezzo e salvarci”.
La violenza dell’evento ha trascinato via altri pullman. “Di tutta una vallata lunga chilometri sono rimasti in piedi soltanto due pullman, tra cui il nostro. Evidentemente non era ancora arrivato il nostro momento”.
Una notte sulla montagna prima dell’arrivo dei soccorsi
Dopo essere scampati alla tragedia, i turisti hanno trascorso la notte in una sistemazione di fortuna insieme alla popolazione locale. “Il villaggio era stato cancellato, non era rimasto nulla”, ha spiegato Lotumolo, raccontando l’aiuto ricevuto dai residenti e dalle guide.
Il giorno successivo sono arrivati i militari nepalesi. Prima hanno cercato eventuali sopravvissuti, poi, con il miglioramento delle condizioni meteorologiche, sono entrati in azione gli elicotteri che hanno evacuato il gruppo verso Kathmandu.
Stefano e Valentina sono salvi, altri italiani ancora da rintracciare
Stefano Lotumolo e Valentina Piccinini sono ora in albergo a Kathmandu e attendono di poter rientrare in Italia. Il viaggio di ritorno è però complicato dalla perdita dei documenti. “Non sappiamo ancora di preciso quando potremo rientrare”, ha spiegato Lotumolo, aggiungendo che l’agenzia organizzatrice sta assistendo il gruppo nelle procedure necessarie.
Il quadro degli italiani coinvolti resta però preoccupante. Tra i dispersi figura Marco Ratto, titolare di un’orologeria e oreficeria di Rapallo, molto conosciuto nella cittadina ligure, oltre a una coppia italo-svizzera. La Farnesina sta lavorando per stabilire i contatti con i connazionali di cui non si hanno ancora notizie.
La Farnesina rafforza l’assistenza
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha disposto l’invio di una delegazione dell’Unità di Crisi da Roma per creare un punto di assistenza agli italiani a Kathmandu. È stato inoltre previsto l’arrivo di personale dell’ambasciata italiana a Nuova Delhi per rafforzare la presenza sul posto.
La Farnesina, ha spiegato Tajani, “sta lavorando per rintracciare i connazionali con cui non è ancora stato possibile stabilire un contatto”.
Una tragedia di dimensioni ancora difficili da comprendere
Secondo le prime ricostruzioni, alla base della devastante alluvione ci sarebbe una gigantesca valanga di ghiaccio e roccia, staccatasi a oltre 5.100 metri di quota e precipitata lungo la vallata al confine tra Nepal e Tibet.
Lotumolo ha raccontato di non riuscire ancora a razionalizzare quanto accaduto e ha espresso il timore che il bilancio reale possa essere ancora più pesante. “Sono morte tantissime persone, secondo me molte più di quelle che vengono riportate”.
Poi una riflessione sulla tragedia: “Noi siamo stati benedetti, ma quello che abbiamo visto è qualcosa di impensabile”.

