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Maranello, mamma 35enne muore per un ritocco in casa: estetista in fuga, 2 anni fa l’ex tentò di ucciderla

Ha perso la vita per un ritocco praticato in casa da un’estetista dopo essere scampata alla morte due anni fa in seguito all’aggressione dell’ex fidanzato. Samantha Migliore, una madre di 35 anni originaria di Napoli, è morta a Maranello (Modena) per un’iniezione praticata da una donna di origini straniere per sollevare il seno.

La napoletana Samantha Migliore è morta dopo una puntura praticata per sollevare il seno

Appena la donna ha iniziato a sentirsi male la presunta professionista di estetica si è data alla fuga e ieri erano scattate le immediate indagini dei carabinieri di Maranello e di Modena per individuarla. Quando Samantha ha iniziato a sentirsi male in casa c’era il marito ed altri parenti che hanno immediatamente contattato i soccorsi. Per un’ora gli operatori sanitari hanno tentato di rianimarla ma la donna è deceduta poco dopo l’arrivo all’ospedale, a Baggiovara.

Sono stati utilizzati anche farmaci salvavita, in caso di shock anafilattico, e farmaci anti embolo ma non c’è stato nulla da fare. Il decesso potrebbe essere stato determinato da una reazione avversa alla puntura praticata ma per far chiarezza su quest’aspetto bisognerà attendere l’esito dell’autopsia.

L’estetista brasiliana è fuggita subito dopo il malore: aveva chiesto 1200 euro, si è costituita a Cento

I carabinieri di Maranello e di Modena hanno immediatamente avviato le indagini per individuare l’estetista fuggita dopo il malore accusato da Samantha Migliore. La Procura ha immediatamente aperto un fascicolo di inchiesta. Sicuramente la donna dovrà rispondere di omicidio colposo o del reato di morte come conseguenza di altro reato – potrebbe trattarsi di una estetista ‘abusiva’ – ma anche di omissione di soccorso.

Due anni fa, il 16 novembre, gli uomini dell’Arma erano già intervenuti nella palazzina di via Vespucci quando la 35enne, dipendente di un’impresa di pulizia, era stata ridotta in fin di vita dall’ex fidanzato. La transessuale brasiliana, che si faceva chiamare Pamela, aveva chiesto 1200 euro alla vittima per l’intervento. Dopo oltre la 24 ore la sudamericana si è costituita alla caserma dei carabinieri di Cento, in provincia di Ferrara.

Due anni fa l’ex tentò di ucciderla: pochi giorni fa l’Appello aveva confermato la condanna a 7 anni e 4 mesi

L’ex compagno, il 47enne Giuseppe Micillo, campano, le aveva sparato per ucciderla dopo che Samantha aveva ribadito che non aveva nessuna intenzione di tornare con lui. Aveva in mano un mazzo di rose ma nell’altra stringeva una calibro 6,35 (detenuta illegalmente) con la quale aveva colpito alla testa la donna.

Il proiettile si fermò fortunatamente pochi millimetri prima di penetrare nella calotta cranica e la 35enne fu salvata dai medici di Baggiovara. L’uomo, convinto di aver ucciso l’ex, si era costituito alla caserma dei carabinieri. In primo grado era stato condannato a 7 anni e 4 mesi di reclusione, pena confermata pochi giorni fa in Appello.

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