Funerali Giacomo Bongiorni a Massa: il Duomo pieno e il lungo applauso
Il silenzio della cattedrale si spezza solo alla fine, quando il feretro esce tra un lungo applauso carico di dolore e rabbia.
Sono circa duemila le persone che si sono strette attorno alla famiglia di Giacomo Bongiorni, il 47enne ucciso a calci e pugni dopo aver richiamato un gruppo di giovani per un gesto di inciviltà.
Dentro il Duomo, fuori sul sagrato, ovunque lo stesso clima: una comunità ferita che cerca un senso.
“Giacomo ha fatto una cosa giusta”: le parole del vescovo
È un’omelia netta, senza ambiguità, quella del vescovo Mario Vaccari.
“Potrei dire molte cose. Ne dico una sola: Giacomo ha fatto una cosa giusta”, afferma davanti a una folla immobile.
Il richiamo al senso civico, quella frase rivolta a dei ragazzi per una bottiglia rotta, diventa il punto centrale della tragedia.
Un gesto semplice, che però ha scatenato una violenza brutale.
Il dolore della famiglia e il ricordo del figlio
Il momento più straziante resta quello legato al figlio di 11 anni, presente al momento dell’aggressione.
“Babbo, alzati”, avrebbe detto al padre mentre lo teneva per mano.
Parole che ora diventano memoria collettiva, tanto che nascerà un’associazione con quel nome.
Il vescovo si rivolge direttamente al bambino:
“Tuo padre era un uomo buono. Quello che ha fatto era giusto. Portalo con te”.

La città tra rabbia e richiesta di giustizia
Nei giorni precedenti, Massa si era già fermata con una fiaccolata da 10mila persone.
Ma insieme al dolore è emersa anche la rabbia.
Vaccari lo riconosce apertamente:
“Una rabbia comprensibile, ma che non deve diventare vendetta”.
Il messaggio è chiaro: evitare divisioni, evitare semplificazioni.
Trasformare una tragedia in un punto di partenza.
“Da qui deve nascere un nuovo inizio”
Il passaggio più forte arriva proprio su questo punto.
Il vescovo richiama le parole della madre e della cugina della vittima:
“Da questa vicenda deve nascere un nuovo inizio”.
Un concetto che richiama anche l’Apocalisse, citata nell’omelia.
Un sacrificio che, nella lettura religiosa e civile, non può restare senza conseguenze.
Le indagini: tre minori coinvolti
Intanto proseguono le indagini delle procure di Massa e della Procura minorile di Genova.
Sono tre i minori indagati:
- un 17enne, già trasferito in carcere a Firenze
- due 16enni, le cui versioni sono al vaglio
Gli inquirenti stanno analizzando:
testimonianze, immagini delle telecamere e risultati dell’autopsia.
L’obiettivo è ricostruire con precisione la dinamica dell’aggressione.
Una comunità che non dimentica
Alla fine della cerimonia, durata oltre un’ora, il feretro viene portato a spalla verso il cimitero del Mirteto.
Sopra la bara, fiori bianchi e le sciarpe della Fiorentina, simbolo di una vita normale spezzata all’improvviso.
Resta una domanda sospesa:
può un richiamo al rispetto costare la vita?

