Il blitz del rapper Omar Ramo è avvenuto il 18 settembre sulla SS35, nella zona di Affori
La Milano-Meda trasformata in un set per un videoclip rap, con le auto costrette a fermarsi e una lunga coda che si è formata mentre un gruppo di persone occupava la carreggiata.
È quanto sarebbe accaduto nella serata del 18 settembre sulla SS35, nella zona di Affori a Milano. Al centro della scena ci sarebbe stato il rapper Omar Ramo, 32 anni, italo-marocchino nato a Milano, mentre alcuni amici in moto avrebbero contribuito a bloccare la circolazione.
Il cantante, vestito di bianco, si sarebbe esibito davanti alle telecamere mentre un drone riprendeva la scena dall’alto. Le automobili rimaste ferme avrebbero iniziato a formare una lunga coda, con diversi conducenti che avrebbero manifestato la propria esasperazione.
Quando le Volanti della Polizia sono arrivate sul posto, tra le 18 e le 19.30, il set improvvisato era già terminato e il traffico aveva iniziato a defluire.
Sono ora in corso gli accertamenti per identificare le persone presenti durante il blocco della strada.
Le proteste e l’esposto annunciato dalla Lega
La vicenda è diventata pubblica dopo le proteste della Lega, rilanciate anche attraverso un video sui social.
Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega in Consiglio regionale della Lombardia, ha annunciato un esposto in Questura a Milano per chiedere che vengano accertati i fatti e individuati i responsabili.
«Come denunciato insieme a Silvia Sardone lunedì, nei video pubblicati sui social da alcuni pseudo rapper si vede un gruppo di persone con diverse moto occupare e bloccare quella che è viale Rubicone lungo la direttrice della Milano-Meda, causando una lunga coda di automobili per girare il video di una canzone», ha dichiarato Corbetta.
Il consigliere regionale ha chiesto che, qualora le responsabilità vengano accertate, siano valutate le conseguenze previste dalla legge.
«Non è accettabile sequestrare di fatto una strada pubblica, mettere a rischio la sicurezza stradale con moto e persone in carreggiata e tenere in ostaggio centinaia di automobilisti soltanto per ricevere visualizzazioni sui social», ha aggiunto.
Le indagini per identificare i partecipanti
La Polizia sta ora lavorando per ricostruire con precisione quanto avvenuto e risalire all’identità delle persone coinvolte.
Secondo quanto riferito, al momento dell’arrivo delle pattuglie il gruppo aveva già lasciato la strada. Restano quindi fondamentali le immagini circolate sui social e gli altri elementi eventualmente acquisiti dagli investigatori per ricostruire la dinamica.
Anche Riccardo De Corato, esponente della Lega, ha commentato la vicenda, sostenendo che il blocco della strada per la realizzazione del videoclip rappresenterebbe un episodio da verificare sotto il profilo delle responsabilità previste dalla legge.
De Corato ha richiamato inoltre le disposizioni del Decreto Sicurezza, sostenendo che, in caso di conferma dei fatti e sulla base delle specifiche contestazioni eventualmente formulate, potrebbero essere applicate le relative sanzioni.
La vicenda è dunque ora al vaglio degli investigatori: l’obiettivo è stabilire chi abbia partecipato al blocco della Milano-Meda e quali responsabilità possano essere attribuite ai singoli protagonisti.

