Omicidio a Milazzo: fermato il sospettato dell’uccisione di Salvatore Italiano
Un feroce omicidio ha sconvolto la comunità di Milazzo (Messina): Salvatore Italiano, un uomo di 84 anni, è stato trovato senza vita, avvolto in sacchi di plastica, nei pressi della spiaggia di Ponente, alle spalle di un ristorante. L’autopsia ha confermato che è stato ucciso con tre colpi di pistola, due dei quali alla testa.
Le indagini, rapide e serrate, hanno portato al fermo di un vicino di casa, con cui la vittima aveva avuto precedenti contrasti. L’uomo è stato sottoposto a un lungo interrogatorio presso il commissariato di Pace del Mela, al termine del quale è scattato il provvedimento restrittivo.
Un delitto personale, non legato alla criminalità
Le indagini, coordinate dal procuratore Giuseppe Verzera e condotte dalla polizia di Milazzo insieme alla squadra mobile di Messina, si sono da subito concentrate su un movente personale, escludendo collegamenti con la criminalità organizzata.
Salvatore Italiano, incensurato ma noto per il suo carattere litigioso, era conosciuto nella zona come una persona puntigliosa e intransigente, spesso protagonista di controversie con i vicini. Era proprietario di un deposito di vini in via Carrubaro, nella frazione di Fiumarella, dove viveva.
Secondo gli inquirenti, proprio uno di questi litigi potrebbe aver alimentato rancori fino a sfociare nell’omicidio.
Tre colpi ravvicinati: la ricostruzione dell’autopsia
L’autopsia, eseguita presso il Policlinico di Messina, ha svelato la dinamica brutale del delitto: Italiano sarebbe stato colpito alla spalla da dietro, forse per impedirgli di scappare, e poi finito con due colpi alla testa, sparati a bruciapelo.
L’assassino, presumibilmente qualcuno di conosciuto, potrebbe aver agito in un momento di forte tensione. Gli investigatori stanno ora analizzando le telecamere di videosorveglianza della zona, da cui sarebbero già emersi elementi chiave per identificare il responsabile.
Il ricordo e la reputazione di Salvatore Italiano
La figura di Italiano divide l’opinione pubblica. Se da un lato era visto come una persona “burbera” e “con la denuncia facile”, dall’altro chi lo conosceva meglio lo descrive come un uomo legato al rispetto delle regole e alla legalità.
Lo ricorda con affetto Massimo Tricamo, amico di vecchia data:
«Era un uomo che tollerava poco le ingiustizie e cercava di far valere i propri diritti per vie legali. È stato anche un benefattore del Museo Domenico Ryolo e ha sostenuto l’allestimento sul comandante Luigi Rizzo. A differenza di altri, io ho conosciuto il vero Italiano».
Le ultime ore della vittima
Secondo le prime ricostruzioni, la compagna e la figlia sono state le ultime persone a vedere Salvatore Italiano in vita, intorno alle 8:30 del mattino del 10 luglio. Poco dopo, l’anziano avrebbe incontrato il suo assassino. Il corpo è stato ritrovato avvolto in sacchi neri, segno evidente del tentativo di occultamento del cadavere.
Un delitto maturato nel quotidiano
Il caso di Salvatore Italiano è l’ennesimo esempio di come le tensioni tra vicini possano degenerare in tragedie drammatiche. Dietro l’apparente tranquillità della vita di quartiere, si celavano anni di dissapori che sono sfociati nel sangue.
Gli inquirenti proseguono ora gli interrogatori e l’analisi dei reperti. L’uomo fermato rimane sotto stretta osservazione in attesa della convalida del fermo da parte del giudice.