Catherine Birmingham e Nathan Trevallion hanno scelto di vivere nei boschi di VastoCatherine Birmingham e Nathan Trevallion

Archiviata l’inchiesta disciplinare sui magistrati de L’Aquila: ‘Nessun profilo illecito emerso’

A quasi tre mesi dall’avvio dell’ispezione ministeriale disposta dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, arriva la parola fine sul caso della cosiddetta Famiglia del Bosco. Il Ministero della Giustizia ha infatti archiviato l’inchiesta disciplinare aperta nei confronti dei magistrati del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, stabilendo che non sono emersi profili di illecito nel loro operato.

La vicenda aveva acceso un forte dibattito politico e mediatico dopo la decisione del Tribunale di sospendere la responsabilità genitoriale di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion e disporre l’allontanamento dei loro tre figli dalla casa nel bosco in cui vivevano.

Cosa aveva fatto scattare l’ispezione ministeriale

L’ispezione era stata avviata il 17 marzo scorso, alla vigilia del referendum sulla giustizia, dopo mesi di polemiche sulla gestione del caso.

Secondo il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, l’abitazione in cui viveva la famiglia anglo-australiana non offriva condizioni adeguate per la crescita dei bambini. Tra le criticità evidenziate dai giudici figuravano le condizioni della struttura e presunte carenze nel percorso educativo dei minori.

La decisione aveva provocato reazioni durissime, soprattutto da parte della Lega e di diversi esponenti politici che avevano contestato l’intervento dell’autorità giudiziaria.

Il Ministero: “Nessun illecito disciplinare”

La conclusione dell’indagine ispettiva è netta.

Nella nota diffusa da via Arenula viene precisato che “non sono emersi profili di illeciti disciplinari da parte dei magistrati”.

Il Ministero sottolinea inoltre che le decisioni assunte nel merito dai giudici non possono essere oggetto di valutazione disciplinare, richiamando i principi di autonomia e indipendenza della magistratura.

Un passaggio che chiude definitivamente le contestazioni relative al comportamento dei magistrati aquilani.

Le polemiche sulle presunte interferenze

Durante l’ispezione non erano mancate tensioni istituzionali.

L’Associazione Nazionale Magistrati e il presidente del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila avevano espresso preoccupazione per possibili interferenze sull’autonomia dei giudici.

Parole che avevano alimentato ulteriormente il confronto politico attorno alla vicenda, trasformando il caso della Famiglia del Bosco in uno dei temi più discussi degli ultimi mesi nel dibattito sulla giustizia minorile.

Cosa succede ora ai figli della Famiglia del Bosco?

L’archiviazione dell’inchiesta disciplinare non modifica automaticamente la situazione dei tre minori.

A sottolinearlo è stato anche l’avvocato della famiglia, l’ex senatore leghista Simone Pillon, che ha preso atto dell’assenza di irregolarità nell’operato dei magistrati ma ha rilanciato la battaglia sul merito della vicenda.

Secondo il legale, nelle prossime settimane il Tribunale sarà chiamato a valutare il mutato quadro della situazione e la possibilità di un rientro dei bambini nella casa di famiglia.

Una vicenda che ha diviso l’opinione pubblica

Il caso della Famiglia del Bosco è diventato uno dei più controversi degli ultimi anni perché ha messo di fronte due visioni opposte: da una parte la tutela dei minori invocata dai magistrati, dall’altra il diritto di una famiglia a scegliere uno stile di vita alternativo.

L’archiviazione decisa dal Ministero della Giustizia chiude ora il capitolo relativo alle responsabilità disciplinari dei giudici, ma non quello relativo al futuro dei tre bambini, sul quale il confronto giudiziario resta ancora aperto.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *