Ex calciatore, professore e allenatore molto conosciuto nel Sannio: il malore improvviso durante un torneo alla vigilia del compleanno
Il calcio sannita perde uno dei suoi volti più conosciuti e riconoscibili.
È morto improvvisamente Giuseppe “Peppe” Izzo, ex calciatore del Benevento, insegnante di educazione fisica e allenatore che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento nello sport locale.
In queste ore avrebbe compiuto 70 anni.
Il dramma si è consumato nella serata di ieri in un impianto sportivo di Sant’Angelo a Cupolo, alle porte di Benevento, mentre stava partecipando a una partita di padel, una passione che continuava a coltivare con costanza.
Il malore in campo e i soccorsi inutili
Secondo le prime ricostruzioni, Izzo si trovava in campo durante un torneo di padel quando avrebbe accusato un malore improvviso.
Si sarebbe accasciato durante il gioco.
Immediata la richiesta di aiuto.
I sanitari del 118 sono intervenuti rapidamente e hanno tentato a lungo le manovre di rianimazione.
Ogni tentativo, però, si è rivelato inutile.
Sul posto sono arrivati anche i carabinieri per gli accertamenti.
Le cause del decesso restano in corso di approfondimento.
Chi era Peppe Izzo: dal Benevento al soprannome che lo accompagnò per tutta la vita
Giuseppe Izzo era un nome che a Benevento significava molto più del semplice calcio.
Negli anni Settanta aveva indossato la maglia del Benevento Calcio per sette stagioni tra Serie C e Serie D.
Ala sinistra tecnica, fantasiosa e imprevedibile, era diventato uno dei giocatori più amati di quell’epoca.
Tutti lo conoscevano con un soprannome rimasto nella memoria collettiva: “Peppe Champagne”.
Un nome nato dal suo modo di stare in campo: elegante, brillante, spettacolare.
Successivamente aveva vestito anche la maglia della Cavese 1919.
Professore, allenatore e uomo di sport
Terminata la carriera da calciatore, Izzo non aveva mai lasciato davvero il campo.
Era diventato docente di educazione fisica e poi allenatore nel calcio dilettantistico e giovanile.
Chi lo conosceva lo descrive come una persona garbata, disponibile e profondamente legata ai valori dello sport.
Il rapporto con il Benevento non si era mai interrotto.
Anche fuori dal terreno di gioco aveva continuato a seguire e sostenere il club.
Tra gli episodi ricordati da molti c’è anche il suo impegno nel 1987, insieme ad Alfredo Zica, per contribuire a salvaguardare il futuro della società giallorossa in uno dei momenti più difficili.
Il ricordo di una città
La notizia della sua morte si è diffusa rapidamente nel Sannio.
In poche ore sono arrivati messaggi di cordoglio da ex compagni, dirigenti, amici, tifosi e da chi aveva condiviso con lui percorsi sportivi e professionali.
Per molti non se ne va soltanto un ex calciatore.
Se ne va una figura che ha attraversato generazioni diverse lasciando un ricordo che va oltre il risultato sportivo.
E forse il soprannome che lo ha accompagnato per tutta la vita racconta bene il motivo per cui oggi così tante persone lo stanno ricordando.

