Nicola TimponeNicola Timpone

Il direttore generale del Gal La Cittadella era sul volo Aer Lingus Dublino-Roma costretto ad atterrare in Francia

Un annuncio del comandante, poi un altro. Prima il riferimento a un problema tecnico, successivamente quello a una questione di sicurezza. Ma è stato un particolare visto attraverso il finestrino a far capire ai passeggeri che la situazione poteva essere molto più seria di quanto immaginassero. Accanto all’aereo era comparso un caccia militare.

A bordo del volo Aer Lingus Dublino-Roma c’era Nicola Timpone, direttore generale del Gal La Cittadella e tra gli organizzatori del festival cinematografico Marateale. Per lui e gli altri viaggiatori è cominciata così una mattinata destinata a trasformarsi in una lunga attesa, lontano dalla destinazione prevista. L’aereo è stato infatti fatto atterrare nello scalo militare francese di Évreux, nell’ambito delle procedure scattate dopo una segnalazione di minaccia.

Il racconto di Timpone restituisce il momento in cui la preoccupazione ha lasciato spazio alla paura. «Quando abbiamo visto i jet militari ci siamo resi conto che ci poteva essere davvero un allarme bomba e quindi abbiamo pensato al peggio», ha raccontato. Poi una frase che, pronunciata con ironia, non nasconde quanto siano stati difficili quei momenti: «Io che lavoro con il cinema e che amo il cinema, in quei momenti di grande ansia mi sono fatto un sacco di film».

Il caccia militare fuori dal finestrino: «Lì ho cominciato a preoccuparmi»

Il volo era decollato da Dublino intorno alle 6.30, ora locale. Molti passeggeri stavano ancora dormendo e non tutti si erano accorti delle comunicazioni diffuse durante il viaggio. Timpone, invece, ha seguito attentamente gli annunci del comandante.

«Ci hanno comunicato che l’aereo, per problemi tecnici, doveva atterrare in uno scalo francese», ha riferito. In un primo momento, dunque, la spiegazione ricevuta a bordo faceva pensare a un inconveniente tecnico. Successivamente, gli annunci hanno fatto riferimento a una questione di sicurezza.

La presenza del caccia ha cambiato tutto. «Quando dal finestrino ho visto che vicino al nostro aereo c’era un caccia militare ho cominciato a preoccuparmi sul serio». E lo scenario trovato sulla pista non ha contribuito a rassicurare i viaggiatori: militari, agenti di polizia e diversi mezzi dei Vigili del fuoco erano pronti ad accogliere l’aereo.

«Proprio come nei film», ha commentato Timpone. Una scena che, per chi lavora nel mondo del cinema, avrebbe potuto ricordare una sequenza da thriller. Ma questa volta non c’erano effetti speciali e soprattutto non c’era la possibilità di interrompere le riprese.

Due ore a bordo, poi i controlli e il trasferimento nella base militare

L’atterraggio a Évreux, nel nord della Francia, non ha chiuso immediatamente la vicenda. I passeggeri sono rimasti sull’aereo per circa due ore. In seguito sono stati fatti scendere dieci alla volta, sottoposti ai controlli di sicurezza e alla verifica dei documenti, prima di essere trasferiti in pullman all’interno di una base militare.

Qui è stata predisposta l’assistenza ai viaggiatori. Sono stati distribuiti cibo e bevande ed era presente anche una psicologa, disponibile per chi avesse avuto bisogno di un sostegno dopo l’esperienza. «Ci hanno prestato assistenza, ci hanno rifocillati. C’era anche una psicologa, ma da quello che ho visto in pochi sono stati a colloquio con lei», ha spiegato Timpone.

Soltanto dopo diverse ore lui e altri passeggeri sono stati accompagnati in pullman a Parigi, dove sono rimasti in attesa di conoscere le modalità e l’orario della ripartenza verso l’Italia.

Tra i viaggiatori c’era anche Emily Noble, irlandese di 26 anni, che stava raggiungendo il nostro Paese per partecipare al matrimonio di alcuni amici. La giovane ha descritto l’accaduto come un’esperienza difficile da comprendere, soprattutto per la mancanza iniziale di informazioni: «Ci siamo preoccupati perché non sapevamo cosa stesse succedendo, ma abbiamo cercato di restare più calmi possibile». Anche secondo Timpone non ci sarebbero state scene di panico: molti passeggeri, almeno inizialmente, non si erano nemmeno accorti di quanto stava accadendo.

Venti aerei coinvolti e la mail con la minaccia: cosa sta succedendo nei cieli europei

L’episodio del volo Aer Lingus si inserisce in una nuova ondata di falsi allarmi bomba che ha provocato disagi in diversi Paesi. Secondo il bilancio diffuso nelle ricostruzioni della giornata, sarebbero stati circa venti gli aerei interessati, almeno sette dei quali in partenza o in arrivo in Italia.

Nel nostro Paese le segnalazioni hanno riguardato due voli diretti a Roma e quattro collegamenti da o per Milano Malpensa. L’allerta sarebbe scattata dopo la ricezione di una mail con una generica segnalazione di minaccia. Il messaggio, scritto in italiano, conteneva una frase inquietante: «L’esplosione avverrà tra 60 minuti. Oggi il vostro cielo sarà rosso». La comunicazione era firmata «Combattenti dello Stato Maschile», denominazione che richiama il movimento russo ultranazionalista e misogino Muzhskoye Gosudarstvo.

Gli investigatori della Polaria e della Polizia postale sono al lavoro per ricostruire la provenienza dei messaggi e individuare chi li abbia inviati. Tra le ipotesi al vaglio c’è anche un possibile collegamento con le precedenti segnalazioni che avevano interessato voli internazionali e circa 280 scuole in Italia, con evacuazioni e disagi. Un coordinamento tra i diversi episodi, tuttavia, non risulta al momento accertato.

Nell’elenco dei casi segnalati figurano anche un volo Ryanair Pescara-Charleroi, dopo il ritrovamento della scritta «bomba» nei bagni, e altri collegamenti europei. In Bulgaria, secondo le informazioni diffuse, sarebbero intervenuti caccia Mig-29 per scortare tre voli, mentre a Madrid quattro aerei sarebbero stati fatti atterrare e sottoposti a controlli.

Il comandante sotto inchiesta e le parole di Crosetto sulla «guerra sotto soglia»

La vicenda di Évreux ha avuto anche un risvolto giudiziario. Il procuratore francese Rémi Coutin ha aperto un’inchiesta e ha riferito che il comandante avrebbe inizialmente manifestato la preferenza per un aeroporto civile, anziché per lo scalo militare indicato. Per questo sarebbero decollati due caccia francesi per scortare l’aereo. Il pilota dovrà essere ascoltato in un’audizione libera: eventuali responsabilità saranno valutate dagli inquirenti.

Sul piano istituzionale, il commissario europeo ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas ha definito inaccettabile qualsiasi minaccia contro i civili, invitando però alla cautela: è prematuro, ha sottolineato, trarre conclusioni su un eventuale collegamento tra gli episodi. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha parlato di «guerra sotto soglia», mentre il senatore Enrico Borghi, componente del Copasir, ha richiamato il concetto di «guerra ibrida». Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha dichiarato di seguire la situazione in stretto contatto con Enac ed Enav.

Nicola Timpone: «Una delle peggiori esperienze della mia vita»

Per Nicola Timpone, al di là delle indagini e degli scenari internazionali, resta soprattutto il ricordo di quelle ore. «È stata una delle peggiori esperienze della mia vita», ha ammesso. Una paura che ha avuto conseguenze anche sui suoi programmi: ha già deciso di rinunciare a un viaggio in aereo previsto tra una decina di giorni.

E quando gli viene chiesto quando tornerà a volare, la risposta arriva con una battuta che non cancella il peso dell’esperienza: «L’anno prossimo, ma sempre portando con me l’immagine della Madonna di Sirino».

Il riferimento è al monte dell’area meridionale della Basilicata, vicino a Lagonegro, in provincia di Potenza. Timpone racconta di portare con sé quell’immagine in ogni viaggio in aereo. Questa volta, durante una delle esperienze più difficili della sua vita, è diventata anche un simbolo di conforto. Il ritorno alla normalità, invece, dovrà attendere.

Di Redazione

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