Michelangelo ScamarciaMichelangelo Scamarcia

Lite per una somma mai restituita: il corpo nascosto in sacchetti nel quartiere Carbonara

L’omicidio a Bari per 30 euro ha portato alla morte di Michelangelo Scamarcia, 68 anni, trovato senza vita in un negozio del quartiere Carbonara. Per il delitto è stato fermato un commerciante di 42 anni, accusato di omicidio volontario, occultamento di cadavere e utilizzo indebito di strumenti di pagamento.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, alla base dell’aggressione ci sarebbe una lite nata da una somma mai restituita.


La dinamica: accordo sulla carta e lite per 30 euro

I due si sarebbero accordati per una transazione da 600 euro utilizzando la carta di inclusione della vittima, che consente solo acquisti e non prelievi.

Il commerciante avrebbe dovuto restituire 530 euro in contanti, trattenendo 70 euro come compenso. Ma, secondo le indagini, ne avrebbe consegnati solo 500.

Da qui il contrasto per i 30 euro mancanti, degenerato fino all’aggressione. L’uomo ha poi confessato di aver soffocato la vittima.


Il ritrovamento: corpo nascosto e odore sospetto

Il cadavere di Scamarcia è stato trovato all’interno del negozio “Moda Casa”, in avanzato stato di decomposizione.

I carabinieri, durante una perquisizione, sono stati insospettiti da un forte odore e dalla fuoriuscita di liquido da un deposito. All’interno, dietro una porta che il titolare si era rifiutato di aprire, hanno scoperto il corpo avvolto in sacchetti di plastica.

Secondo i primi accertamenti medico-legali, la morte risalirebbe ad almeno 10-15 giorni prima.


Le indagini: movimenti sospetti e tentativi di prelievo

Le indagini erano partite dalla scomparsa dell’uomo, che dal 31 marzo non aveva più dato notizie dopo aver annunciato il rientro a casa.

Il telefono è stato localizzato nella zona del negozio e sono emersi movimenti sospetti sulla carta di inclusione, utilizzata più volte nell’esercizio commerciale.

Il 42enne avrebbe anche tentato di effettuare prelievi nei giorni successivi, senza riuscirci per errori nel pin.


Il fermo: confessione e rischio fuga

L’uomo, interrogato alla presenza del difensore, ha confessato il delitto. La Procura contesta anche il pericolo di fuga, legato ai suoi contatti all’estero e all’ipotesi di lasciare Bari.

Nelle prossime ore sarà richiesta la convalida del fermo e disposta l’autopsia sul corpo della vittima.


Un delitto per una somma minima

Il caso ha colpito per il movente: una lite nata da appena 30 euro.

Un elemento che rende ancora più evidente la sproporzione tra la causa del contrasto e l’esito finale, con un omicidio e un tentativo di nascondere il corpo.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *