Gli addetti delle pompe funebri avrebbero già fornito i propri campioni per le comparazioni
Una traccia sulla tomba potrebbe diventare uno dei nuovi elementi dell’inchiesta sulla profanazione del sepolcro di Pamela Genini. È quanto emerso nella prima puntata di Verità Nascoste – Il Diario, il programma condotto da Milo Infante su Canale 5, andata in onda lunedì 24 agosto, a poche ore dalla commemorazione per quello che sarebbe stato il trentesimo compleanno della giovane, ricordata domenica 23 agosto con una messa e il lancio di trenta palloncini.
Durante la trasmissione è stato riferito che impronte digitali sarebbero state isolate dietro la lastra di plastica della tomba. Un elemento che apre la questione decisiva delle comparazioni, mentre sulla disponibilità di Francesco Dolci a fornire le proprie impronte è scoppiato un confronto in diretta.
Le impronte trovate dietro la lastra della tomba
Il particolare emerso durante la trasmissione riguarda una zona precisa del sepolcro: la parte posteriore della lastra di plastica della tomba di Pamela Genini.
Secondo quanto riferito dall’inviata di Verità Nascoste – Il Diario, gli investigatori avrebbero individuato alcune impronte digitali proprio in quel punto. Si tratta di una circostanza che potrebbe assumere un peso nell’inchiesta, perché la lastra è direttamente collegata alla struttura della tomba oggetto della presunta profanazione.
Il semplice ritrovamento di una traccia, naturalmente, non permette però di stabilire automaticamente chi abbia avuto un ruolo nella vicenda. Sarà necessario capire a chi appartengano le impronte, quando siano state lasciate e se possano essere spiegate attraverso un contatto avvenuto per ragioni legittime.
Gli addetti delle pompe funebri hanno già consegnato le impronte
Un primo passaggio delle comparazioni sarebbe già stato affrontato. Sempre secondo quanto riferito in trasmissione, gli addetti delle pompe funebri avrebbero fornito le proprie impronte agli investigatori.
Si tratta di un elemento importante proprio perché consente di verificare eventuali corrispondenze con persone che, per ragioni professionali, possono avere avuto contatti con la tomba.
Il confronto potrebbe quindi servire innanzitutto a separare le impronte riconducibili a interventi legittimi da eventuali tracce appartenenti a persone che non avrebbero avuto motivo di toccare quella superficie.
Il nodo Francesco Dolci: “Si è rifiutato di consegnarle”
Il punto più controverso emerso durante la puntata riguarda Francesco Dolci, ex fidanzato di Pamela e indagato nell’inchiesta sulla profanazione della tomba.
Secondo la ricostruzione dell’inviata del programma, Dolci si sarebbe rifiutato di consegnare le proprie impronte digitali per consentire il confronto con quelle già repertate.
È una circostanza che, se confermata, potrebbe diventare un elemento di interesse nell’ambito degli accertamenti. Ma proprio su questo punto è arrivata immediatamente la replica della difesa.
La difesa di Dolci: “Non c’è stato alcun rifiuto”
La versione riferita in trasmissione è stata infatti smentita in diretta da Francesco Dolci e dal suo avvocato.
Il legale ha precisato che non ci sarebbe stato alcun rifiuto di fornire le impronte. La difesa avrebbe invece chiesto al pubblico ministero la possibilità di procedere con la consegna dei campioni dopo il deposito dell’incidente probatorio.
La differenza non è secondaria. Da una parte c’è la ricostruzione secondo cui Dolci non avrebbe voluto fornire le proprie impronte; dall’altra la difesa sostiene che la disponibilità ci sarebbe stata, ma attraverso una procedura processuale ritenuta più corretta.
Il confronto sulle impronte diventa il nuovo punto dell’inchiesta
È proprio questo contrasto a rappresentare uno degli elementi più delicati emersi nella puntata di Verità Nascoste – Il Diario.
La questione non riguarda soltanto la presenza delle impronte sulla lastra, ma anche la possibilità di confrontarle con quelle di Francesco Dolci.
Se il confronto verrà effettuato, gli accertamenti potranno stabilire se esista o meno una corrispondenza. Ma anche un’eventuale compatibilità dovrà essere valutata nel contesto dell’intera indagine e non potrebbe, da sola, dimostrare automaticamente chi abbia profanato la tomba.
Allo stesso modo, l’assenza di una corrispondenza non risolverebbe necessariamente il caso.
Il giallo della tomba di Pamela Genini torna al centro dell’attenzione
La novità arriva a poche ore dalla commemorazione di Pamela Genini, nel giorno in cui familiari e persone a lei vicine hanno ricordato il suo 30esimo compleanno che non ha mai potuto festeggiare.
La trasmissione di Milo Infante ha riportato così l’attenzione sull’indagine e, soprattutto, su una traccia materiale che potrebbe essere sottoposta a ulteriori verifiche.
Per ora, però, restano due versioni contrapposte sul passaggio più delicato: le impronte sulla tomba sarebbero state isolate, ma non è ancora chiarito il confronto con quelle di Dolci e soprattutto perché la difesa neghi che ci sia stato un rifiuto.
Sarà l’attività investigativa, attraverso gli accertamenti tecnici e le procedure disposte dalla Procura, a stabilire quale sia il valore effettivo di quelle tracce e se possano contribuire a chiarire chi abbia violato la tomba di Pamela Genini.

