Mamma Una e Fransceco DolciMamma Una e Fransceco Dolci

Il cellulare bianco, considerato uno degli elementi più importanti dell’inchiesta sulla profanazione della tomba di Pamela Genini

Per settimane è stato uno dei principali misteri dell’inchiesta sulla presunta profanazione della tomba di Pamela Genini. Ora il cosiddetto “telefono bianco” di Francesco Dolci è stato ritrovato e consegnato agli investigatori, aprendo una nuova fase degli accertamenti.

Il dispositivo, che risultava irreperibile dal 6 maggio scorso, è stato formalmente acquisito dalla Polizia di Stato e sarà ora messo a disposizione della Procura di Bergamo, che coordina le indagini sul procedimento che vede l’imprenditore di Sant’Omobono Terme indagato per vilipendio di cadavere.

Una svolta che arriva a poche ore dal duro confronto a Quarto Grado con la mamma di Pamela, Uma Smirnova che ha ribadito le sue perplessità sull’uomo. “Non l’hai aiutata”. Durante il faccia a faccia è intervenuto il giornalista Carmelo Abate. “Francesco consegna il telefono bianco” – ha affermato convintamente con Dolci che, invece, ha ribadito che in quel momento non era nella sua disponibilità. Poi la svolta di queste ore.

Il telefono scomparso per settimane

Secondo quanto emerso, il cellulare era sparito proprio nei giorni in cui Francesco Dolci era stato iscritto nel registro degli indagati.

Per settimane gli investigatori del Nucleo Investigativo hanno cercato il dispositivo durante le attività di perquisizione eseguite nelle proprietà riconducibili all’uomo e ai suoi familiari.

Mentre un secondo smartphone era già stato acquisito dagli inquirenti, il telefono bianco continuava a risultare introvabile, alimentando interrogativi e sospetti.

La consegna agli investigatori

La svolta è arrivata nei giorni scorsi quando Dolci si è presentato davanti agli investigatori consegnando personalmente il dispositivo.

La Polizia, venuta a conoscenza del decreto di sequestro emesso dalla Procura di Bergamo, ha quindi proceduto all’acquisizione formale del cellulare.

L’apparecchio sarà ora sottoposto ad analisi tecniche per verificare la presenza di dati, conversazioni e contenuti ritenuti utili all’inchiesta.

Le chat con Pamela Genini al centro degli accertamenti

Secondo quanto riferito dallo stesso Dolci, all’interno del telefono sarebbero conservate chat e conversazioni intercorse con Pamela Genini, elementi che l’imprenditore considera importanti per la propria difesa.

Gli investigatori vogliono verificare il contenuto del dispositivo, recuperando eventuali messaggi, contatti, fotografie e tracce digitali che possano contribuire a chiarire i rapporti tra i protagonisti della vicenda.

L’analisi forense potrebbe inoltre consentire di ricostruire attività e comunicazioni effettuate nei mesi precedenti all’apertura dell’inchiesta.

Il giallo sul luogo del ritrovamento

Uno degli aspetti che continua ad attirare l’attenzione degli investigatori riguarda le modalità con cui il telefono è stato recuperato.

In passato Dolci aveva dichiarato di aver smarrito il cellulare in un bar di Bergamo, nei pressi di una caserma dei carabinieri.

Una versione che, secondo indiscrezioni investigative, non avrebbe mai convinto completamente gli inquirenti, i quali avrebbero valutato anche l’ipotesi che il dispositivo fosse stato volontariamente nascosto.

Interpellato pubblicamente sulla vicenda, Dolci ha evitato di fornire dettagli precisi sul luogo in cui sarebbe stato ritrovato il telefono, limitandosi a dichiarare: “Non è importante dove stava, è importante dove è ora”.

Il processo per l’omicidio e il ruolo di Dolci

La vicenda si intreccia con il procedimento per l’omicidio di Pamela Genini, per il quale è in corso il processo a carico di Gianluca Soncin, accusato del femminicidio della giovane avvenuto nell’ottobre 2025.

In quel procedimento Francesco Dolci figura come testimone, mentre parallelamente resta indagato nel fascicolo aperto dalla Procura di Bergamo sulla presunta profanazione della tomba della 29enne.

Cosa potrebbe emergere dall’analisi del cellulare

L’esame del dispositivo rappresenta ora uno dei passaggi più attesi dell’inchiesta.

Gli investigatori cercheranno di accertare se all’interno del telefono siano presenti elementi in grado di confermare o smentire le dichiarazioni rese dall’imprenditore negli ultimi mesi e se possano emergere dettagli utili a ricostruire con maggiore precisione i rapporti tra i protagonisti della vicenda.

Una verifica che potrebbe fornire nuovi elementi investigativi in un caso che continua a far discutere e che resta sotto la lente della magistratura.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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