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Salvini al Senato sfida Di Maio: ‘Tagliamo 300 parlamentari e andiamo al voto’, attacco a Renzi e caos in aula

Alta tensione nel corso del discorso al Senato del Ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Come sono lontani i riti della politica dal paese reale ed abbiamo sentito che non si devono disturbare i parlamentari a ferragosto”. Poche battute per scatenare il caos con la Casellati che ha invitato i senatori a non esporre cartelli. “Invidio qualche abbronzatura” – ha aggiunto il Vice Premier prima di essere nuovamente interrotto. “Li lasci fare, che cosa c’è di più bello che dare la parola agli italiani. Comprendo la preoccupazione di Matteo Renzi che se andiamo al voto lo mandano a casa per i disastri che ha fatto”. Salvini ha raccolto l’appello di quello che ha definito “amico e collega” Luigi Di Maio: “Siamo pronti a votare subito il taglio di 345 parlamentari e poi si va al voto perché io il mando lo rimetto agli italiani e non al senatore Renzi. Vedo che dal banco del Pd non applaudono più e che qualche abbronzatura si è stinta. In questi giorni non ho risposto a tante minacce perché dopo aver ricevuto quelle dei Casamonica non mi spaventa più nulla”.

La risposta di Luigi Di Maio a Salvini

Immediata è arrivata la risposta di Luigi Di Maio che ha accolto con moderato entusiasmo la disponibilità della Lega a tagliare i parlamentari ed anche degli stipendi. ” Abbiamo fatto 30, facciamo 31. Tagliamo 345 parlamentari e contestualmente dimezziamo anche gli stipendi di deputati e senatori. Facciamolo subito. In ufficio di presidenza della Camera abbiamo ancora la maggioranza, non serve neanche convocare le Camere. Bastano un paio d’ore e buona volontà. 20 deputati”.

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