Antonello Lovato e Satnam SinghAntonello Lovato e Satnam Singh

“Si sentivano le urla della moglie che continuava a chiedere aiuto, poi abbiamo visto un ragazzo che lo teneva in braccio e lo ha portato dietro casa. Noi pensavamo lo stesse aiutando, ma poi è scappato via”.

Noemi Grifo e Ilario Pepe ospitavano il bracciante: ‘Pensavamo lo stesse aiutando ma poi è scappato via’

È la drammatica testimonianza di Noemi Grifo e Ilario Pepe, i due ragazzi che ospitavano Satnam Singh, il bracciante morto dopo essere stato abbandonato con il braccio amputato, e la moglie in un rustico dietro la loro abitazione e che, per primi, hanno chiamato i soccorsi. “Io gli sono corso subito dietro. L’ho visto che entrava nel furgone e gli ho chiesto cosa fosse successo e perché non lo aveva portato in ospedale. Mi ha risposto ‘da me non sta in regola’. Poteva essere aiutato” – ha continuato Ilario.

Nella bufera il padre del proprietario dell’azienda per le esternazioni al Tg1, malore per la moglie del bracciante

Il proprietario dell’azienda, Antonello Lovato, è accusato di lesioni colpose e omissione di soccorso. Il padre, Renzo Lovato, ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione dopo essere finito nella bufera per le esternazioni rilasciate al Tg1 che ha parlato di “leggerezza” di Satnam Singh. Parole che hanno provocato indignazione e rabbia. Nel frattempo la moglie del bracciante indiano, straziata dal dolore e in stato di choc, ha avvertito un malore.

Di Redazione

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