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Strage Makariv, il sindaco: ‘Uccise 132 persone dall’esercito russo’

Tra proclami, negoziati e tregue solo annunciate in Ucraina si continuano a contare morti e piangere per vittime innocenti. L’ultima strage registrata è stata denunciata dal sindaco di Makariv nella regione di Kiev, Vadym Tokar che venerdì 8 aprile ha affermato che l’esercito russo ha ucciso quasi 132 persone.

Vadym Tokar: ‘Il 40% della città di Makariv è stata devastata’

Secondo la CNN, il sindaco Tokar ha detto alla TV del Parlamento ucraino che i funzionari locali hanno raccolto i cadaveri e hanno dichiarato che erano stati uccisi dai soldati russi. “Il 40% della città di Makariv è stata devastata, con molte delle sue strutture che non possono essere riparate” – ha riferito la Pravda ucraina precisando che sono state distrutte infrastrutture inclusi complessi residenziali e un ospedale.

“Da più di un mese siamo senza elettricità, acqua, gas, senza linee telefoniche. Non abbiamo nemmeno beni di prima necessità a casa e stiamo affrontando una durissima emergenza sanitaria”. Numerosi i medici che avrebbero abbandonato Makariv.

Devastazione e morte a Makariv

L’allarme del sindaco: ‘Le nostre aree deforestate sono pesantemente disseminate di mine’

Vadym Tokar ha lanciato un appello ai residenti invitandoli a prestare la massima attenzione nell’allontanarsi dalla città.  “Le nostre aree deforestate sono pesantemente disseminate di mine, quindi lavoreremo prima di sminare queste aree prima di poter iniziare il ripristino completo delle nostre infrastrutture”. Il primo cittadino ha precisato che in queste ore la popolazione sta iniziando a ricevere i soccorsi e che i residenti si stanno occupando dal ripulire le strade.

I media ucraini hanno riferito Makariv aveva una popolazione di circa 15.000 cittadini prima dell’invasione, ma attualmente vi abitano solo circa 1.000 persone ma molti starebbero per rientrare nella speranza che quanto prima l’orrore possa finire.

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