Il luogo della tragedia, a CasalmoroIl luogo della tragedia, a Casalmoro

Il dramma di Mauro a Casalmoro

La solitudine, le difficoltà economiche, la vergogna di non riuscire più a pagare l’affitto e di non avere una casa davanti ai propri figli. È questo il contesto in cui è maturato il gesto estremo di un operaio bresciano 56enne, Mauro F., senza lavoro residente a Casalmoro, nel Mantovano.

L’uomo si è tolto la vita nella sua abitazione poche ore prima dell’arrivo dell’ufficiale giudiziario che avrebbe dovuto notificargli il terzo sfratto esecutivo per morosità.


La scoperta del corpo

A fare la tragica scoperta, intorno alle 11 del mattino, è stato lo stesso ufficiale giudiziario. Trovata la porta aperta, è entrato nell’abitazione e ha rinvenuto il corpo dell’uomo. Inutili i soccorsi e l’intervento dei carabinieri: per il 56enne di Leno non c’era più nulla da fare.

La salma è stata riconsegnata ai familiari senza necessità di ulteriori accertamenti giudiziari.

Separato, con due figlie, viveva da solo. In passato aveva ottenuto due proroghe – dopo i tentativi di sfratto del 29 ottobre e del 29 gennaio – per un totale di quattro mesi. Questa volta avrebbe dovuto lasciare definitivamente l’abitazione.


“Una situazione di disagio nota in paese”

“Quella persona viveva da tempo una situazione di disagio conosciuta in paese, ma non si era mai rivolto ai servizi sociali del Comune”, ha dichiarato la sindaca di Casalmoro, Maura Tommaselli.

Un dramma che riporta l’attenzione sulle fragilità economiche e sociali che accompagnano sempre più spesso le procedure di sfratto.


I precedenti negli ultimi mesi

Quello di Casalmoro non è un episodio isolato. Negli ultimi mesi casi simili si sono verificati in diverse città italiane.

A Sarzana, il 4 febbraio, un uomo che viveva solo si è barricato in casa all’arrivo dell’ufficiale giudiziario e si è tolto la vita. A Grosseto, a novembre, un 37enne disoccupato si è impiccato nel giorno in cui era previsto l’accesso per lo sfratto.

Il mese precedente, a Sesto San Giovanni, un 71enne si era gettato dal balcone del suo appartamento all’arrivo dell’ufficiale giudiziario. E il 26 febbraio dello scorso anno a Caivano, un 31enne precario si era tolto la vita dopo aver fatto entrare in casa l’ufficiale giudiziario.

Un’escalation silenziosa che racconta il peso psicologico, oltre che economico, della perdita della casa.


Se tu o qualcuno che conosci sta vivendo un momento di forte difficoltà, è importante chiedere aiuto ai servizi territoriali, ai numeri di ascolto o alle strutture sanitarie della propria zona. Non affrontare tutto da soli può fare la differenza.

Di Redazione

Giuseppe D’Alto: classe 1972, giornalista professionista dall’ottobre 2001. Ha iniziato, spinto dalla passione per lo sport, la gavetta con il quotidiano Cronache del Mezzogiorno dal 1995 e per oltre 20 anni è stato uno dei punti di riferimento del quotidiano salernitano che ha lasciato nel 2016.Nel mezzo tante collaborazioni con quotidiani e periodici nazionali e locali. Oltre il calcio e gli altri sport, ha seguito per diversi anni la cronaca giudiziaria e quella locale non disdegnando le vicende di spettacolo e tv.

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