Il 60enne è rimasto incastrato sotto il tram, si indaga per omicidio colposo
Un boato, poi il vuoto sotto i piedi. «Ho pensato al terremoto. Ero seduto e sono finito per terra insieme agli altri passeggeri». Milano, cuore pulsante del pomeriggio, si è fermata poco dopo le 16. Il tram 9, partito da piazza della Repubblica e diretto verso Porta Venezia, è deragliato in viale Vittorio Veneto, finendo contro un edificio e travolgendo alcune persone.
Il bilancio provvisorio è drammatico: un morto e oltre venti feriti. La vittima non era a bordo. Si tratta di un uomo italiano di 60 anni, rimasto incastrato sotto il convoglio. Decine i feriti: 32 codici verdi, 6 gialli, 2 rossi. Alcuni in condizioni gravi.
Il procuratore di Milano Marcello Viola si sta recando sul luogo dove è deragliato il Tram, in zona porta Venezia. Da quanto si è saputo, nelle prossime ore sarà aperto un fascicolo per omicidio colposo e lesioni colpose per ricostruire quanto è avvenuto.

Cosa è successo al tram 9 a Milano?
Secondo le prime ricostruzioni, il tram stava procedendo regolarmente lungo l’asse che collega piazza della Repubblica a Porta Venezia, quando avrebbe sobbalzato improvvisamente, deviando verso sinistra e sganciandosi dalla linea ferrata.
Il mezzo si è trovato di traverso in viale Vittorio Veneto, con la parte anteriore finita sul marciapiede, contro le vetrine di un locale all’angolo con via Settembrini. «Abbiamo sentito qualcosa sotto, poi il tram è deragliato e siamo stati tutti sballottati», raccontano i passeggeri ancora sotto shock.
Cristina era a bordo: «Il tram ha virato, ha preso velocità e ha colpito un edificio». Anna, salita alla fermata precedente, vicino all’autista, descrive l’impatto come una massa che si rovescia: «Mi sono venuti tutti addosso».
Le cause sono in corso di accertamento. Non è escluso che il conducente abbia effettuato una manovra brusca per evitare pedoni o un ostacolo. Ma al momento si tratta solo di ipotesi.
Chi è la vittima dell’incidente in viale Vittorio Veneto?
La vittima accertata è un pedone, un uomo di 60 anni, investito dal convoglio e rimasto incastrato sotto la motrice. Non era un passeggero. I vigili del fuoco hanno lavorato a lungo per estrarre il corpo e verificare la presenza di altre persone sotto il mezzo.
La scena è stata descritta come caotica: «Tantissima gente investita, il tram andava velocissimo», riferisce un testimone. Un ristorante giapponese è stato colpito frontalmente. «Eravamo chiusi, è stato un miracolo che non ci fossero clienti», raccontano i titolari.

Quanti sono i feriti e quali le loro condizioni?
Il sistema di emergenza di AREU ha attivato numerose ambulanze e automediche. Molti feriti sono stati assistiti direttamente nei giardini di viale Vittorio Veneto, trasformati in un punto di triage improvvisato.
Il primo bilancio parla di 32 codici verdi (feriti lievi), 6 codici gialli (media gravità) e 2 codici rossi (condizioni critiche). Almeno quattro persone sono state trasportate in ospedale nelle prime fasi dei soccorsi, ma il numero potrebbe aggiornarsi.
Un passeggero racconta: «Io ho solo battuto un ginocchio, ma l’uomo accanto a me perdeva sangue dalla testa. Ci ho messo un po’ a rialzarmi e a scendere».
L’intervento dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine
Sul posto sono intervenuti cinque mezzi dei Vigili del Fuoco, per un totale di 25 uomini. Le operazioni si sono concentrate sull’estrazione di una persona rimasta incastrata sotto il tram e sulla messa in sicurezza dell’area.
Presenti anche polizia locale e forze dell’ordine per isolare la zona, deviare il traffico e raccogliere le prime testimonianze utili a ricostruire la dinamica.
L’incidente è avvenuto nel pieno centro di Milano, in un’area ad alta densità di traffico e pedoni. Un punto nevralgico della città, a due passi dai Bastioni e da Porta Venezia. L’impatto visivo – il tram di traverso, le vetrine sfondate, le sirene – ha trasformato un pomeriggio ordinario in una scena da bollettino di guerra urbana.
Perché il tram è deragliato? Le ipotesi al vaglio
Gli inquirenti dovranno verificare lo stato dei binari, l’eventuale presenza di ostacoli, le condizioni del mezzo e la velocità al momento del deragliamento. Saranno analizzati i sistemi di frenata e i dati tecnici del convoglio.
Resta da chiarire se il deragliamento sia stato causato da un guasto meccanico, da un errore umano o da una manovra di emergenza. Elementi che richiederanno accertamenti tecnici approfonditi.
Per ora restano le immagini: il tram 9 fermo di traverso, le persone sedute sui prati, le mani sporche di sangue, i telefoni che riprendono tutto. E una città che, ancora una volta, si scopre fragile nel suo stesso movimento.

