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Vaiolo delle scimmie, primo caso in Italia allo Spallanzani: allarme in Europa, sintomi e trasmissibilità

 Identificato il primo caso di vaiolo delle scimmie in Italia in un uomo tornato da un soggiorno alle Canarie e ricoverato con sintomi di vaiolo all’ospedale Umberto I di Roma. I test che hanno rilevato la malattia sono stati effettuati presso il principale ospedale italiano di malattie infettive, lo Spallanzani, sempre nella capitale italiana. 

Vaiolo delle scimmie, casi registrati in Portogallo, Regno Unito e Spagna

Nelle ultime ore è scattato un allarme Europeo (60 casi) per l’infezione che ha registrato 14 casi in Portogallo e poi è stato segnalato anche nel Regno Unito (9 casi) e in Spagna (7 positivi). Secondo le autorità sanitarie questa è la più grande epidemia di vaiolo delle scimmie mai vista in Europa. Fino ad oggi nel Regno Unito erano stati segnalati tre casi nel 2021 e uno nel 2018. In genere sono prevalentemente legate a viaggi internazionali da aree endemiche, comprese parti dell’Africa occidentale e centrale.

Monkeypox o vaiolo sulle scimmie è stato trovato per la prima volta nelle scimmie da laboratorio alla fine degli anni ’50. Tuttavia, gli scienziati non sono sicuri che le scimmie siano i principali portatori del virus, quindi il nome potrebbe essere un termine improprio. Non è da escludere che siano animali più piccoli, come i roditori, ad alimentare quest’infezione.

Cosa è il vaiolo delle scimmie

Il vaiolo delle scimmie non si diffonde facilmente da uomo a uomo. In genere richiede l’interazione con animali portatori del virus o il contatto molto stretto con persone infette e “fomiti” (come vestiti, asciugamani o mobili contaminati). Non ci sono prove che si tratti di un’infezione a trasmissione sessuale alla maniera dell’HIV o della clamidia.

L’UKHSA (UK Health Security Agency) afferma che alcuni casi dell’epidemia di maggio 2022 non possono essere spiegati dai recenti viaggi internazionali, suggerendo che probabilmente c’è stata una “trasmissione comunitaria”. Quattro dei sette casi riguardano persone che si identificano come gay, bisessuali o altri uomini che hanno rapporti sessuali con uomini. 

I sintomi

“Simile alla malattia che colpisce gli esseri umani, il vaiolo delle scimmie non è grave e viene generalmente curato entro poche settimane. I sintomi con cui si manifesta sono soprattutto febbre, mal di testa e dolori muscolari e alla schiena. È possibile che in alcuni casi si presenti anche un’eruzione cutanea con caratteristiche simili alla varicella o alla sifilide” – ha spiegato su Instagram l’infettivologo Matteo Bassetti.

“É ora molto importante riconoscere i casi sospetti, isolarli e risalire rapidamente a tutti i contatti in modo da cercare di fermare sul nascere questa infezione”. 

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