Il fabbro è precipitato da circa sei metri in una palazzina in ristrutturazione nel Palermitano
Un lavoro di ristrutturazione, una caduta da circa sei metri e una corsa disperata in ospedale che non è bastata a salvargli la vita. Giovanni Patricola, fabbro di 39 anni, è morto dopo essere precipitato dal secondo piano di una palazzina a Villafrati, in provincia di Palermo. La tragedia si è consumata mentre erano in corso interventi nell’immobile e ha lasciato nel dolore una famiglia con due bambine.
L’artigiano è stato soccorso dal personale del 118 e trasferito in codice rosso all’ospedale Civico di Palermo. Le sue condizioni erano gravissime: nonostante le manovre e i tentativi dei sanitari, per lui non c’è stato nulla da fare. La morte è stata comunicata nel primo pomeriggio, spegnendo le speranze di chi aveva seguito con apprensione l’evolversi del quadro clinico.
La caduta dal secondo piano: da chiarire la dinamica
L’incidente è avvenuto in una palazzina sottoposta a lavori di ristrutturazione, in via Alcide De Gasperi. Secondo una prima ricostruzione, Patricola si trovava sul balcone quando, per cause ancora da accertare, è precipitato nel vuoto da un’altezza di circa sei metri.
Il violento impatto gli avrebbe provocato gravi lesioni, tra cui una frattura cranica con emorragia cerebrale e traumi costali. A chiedere aiuto sarebbero stati alcuni colleghi presenti sul posto, che hanno allertato immediatamente i soccorsi.
La dinamica dell’accaduto resta da ricostruire. I carabinieri hanno avviato gli accertamenti per comprendere che cosa sia successo nei momenti precedenti alla caduta. Saranno ascoltati i colleghi dell’artigiano e il direttore dei lavori, mentre i tecnici dello Spresal dell’Asp di Palermo, il servizio che si occupa della prevenzione e della sicurezza negli ambienti di lavoro, dovranno verificare le condizioni del cantiere e il rispetto delle misure previste per tutelare chi opera nell’immobile.
L’obiettivo è stabilire se la caduta sia stata provocata da una circostanza accidentale o se siano emersi eventuali profili di responsabilità. Al momento, la ricostruzione è ancora al vaglio degli investigatori.
Il dolore del sindaco: «Ci hai lasciato tutti più poveri»
La notizia ha colpito profondamente la comunità di Villafrati. Il sindaco Francesco Agnello ha espresso, a nome dell’amministrazione e della cittadinanza, la vicinanza alla famiglia Patricola, ricordando la moglie, le due figlie e tutti coloro che volevano bene al 39enne.
«Di fronte a una tragedia così grande, non ci sono parole sufficienti a colmare il vuoto lasciato», ha dichiarato il primo cittadino, manifestando le condoglianze del sindaco, della giunta e del consiglio comunale.
L’amministrazione aveva seguito con apprensione gli aggiornamenti sulle condizioni dell’uomo, nella speranza che potesse superare le conseguenze della caduta. Poi, nel primo pomeriggio, è arrivata la notizia più temuta.
«Fai buon viaggio Giovanni, oggi ci hai lasciato tutti più poveri», ha aggiunto Agnello. Parole che restituiscono il senso dello sgomento di un paese davanti alla morte di un uomo di appena 39 anni, strappato alla vita mentre lavorava.
Sindacati: «Morire a 39 anni è inaccettabile»
La tragedia riaccende il dibattito sulla sicurezza nei cantieri. La Uil Sicilia, attraverso il commissario Emanuele Ronzoni, ha chiesto indagini immediate e controlli approfonditi per accertare le cause dell’incidente.
«Un’altra vita stroncata sul lavoro che conferma l’emergenza sicurezza nei cantieri», ha affermato Ronzoni, sollecitando verifiche e l’accertamento di eventuali responsabilità. Il sindacato ha richiamato l’attenzione sull’importanza della prevenzione, della formazione e dei controlli, ribadendo l’impegno nella campagna nazionale “Zero morti sul lavoro”.
Anche la Cisl Palermo Trapani è intervenuta sulla morte del fabbro. La segretaria generale Federica Badami e il segretario generale della Filca Cisl Palermo Trapani Francesco Danese hanno definito inaccettabile perdere la vita sul lavoro a 39 anni, sottolineando la necessità di rafforzare vigilanza, formazione e applicazione delle norme di sicurezza.
Le denunce delle organizzazioni sindacali accompagnano ora la richiesta di fare piena luce sull’accaduto. Saranno gli accertamenti delle autorità a chiarire la dinamica della caduta e a stabilire se siano state rispettate tutte le misure di tutela previste.
Per Giovanni Patricola resta il ricordo di un marito e padre morto mentre svolgeva il proprio mestiere. Per la moglie e le due figlie comincia il tempo più difficile, segnato da una perdita improvvisa che ha sconvolto l’intera comunità.

