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La Campania resta zona arancione, i ristoratori bloccano il lungomare di Napoli: ‘Abbiamo una dignità’

Napoli protesta

Lungomare bloccato a Napoli e proteste vibranti. La decisione di Vincenzo De Luca di mantenere la Campania in zona arancione ha provocato la reazione dei titolari di bar e ristoranti.

Il governatore, oltre a prorogare le misure vigenti fino al 19 dicembre, ha stabilito il divieto per bar e altri esercizi di ristorazione, dalle ore 11:00 del mattino, di vendita con asporto di bevande alcoliche e non alcoliche con efficacia dal 20 dicembre.

Ristoratori sul piede di guerra a Napoli

De Luca conferma la zona arancione, stop alla vendita di bevande alcoliche e non alcoliche dalle 11

La notizia era stata anticipata dal Governatore della Campania durante una conferenza stampa in cui ha illustrato alcuni importanti interventi che verranno effettuati a Pompei. Una doccia fredda per numerosi ristoratori che speravano di riaprire da domani, 20 dicembre, dopo oltre un mese di serrande abbassate.

In molti avevano già diversi ‘coperti’ prenotati per la domenica di ripartenza che avrebbe rappresentato in pratica l’unica giornata di punta delle festività natalizie 2020 in quanto dal 24 dicembre l’Italia sarà in zona rossa e i bar potranno lavorare solo per l’asporto e le consegne a domicilio. I titolari delle attività hanno deciso di bloccare il traffico sul lungomare di Napoli per protesta.

I ristoratori bloccano il lungomare di Napoli: ‘Bloccati alle 14:00 dopo aver iniziato a lavorare per le riaperture’

“Ieri sera eravamo arancioni, stamattina la notizia che eravamo gialli. Abbiamo chiamato i fornitori e i dipendenti felici di lavorare finalmente. Alle 14:00 poi arriva la bella notizia da De Luca che restiamo arancioni” – ha affermato un esercente. “Teniamo una dignità, stamattina siamo andati a fare la spesa perché eravano tornati in zona gialla.

Stiamo lavorando dalle 7:00 e tu ci hai chiuso alle 14:00” – ha ribattuto un altro ristoratore che ha puntato l’indice contro le decisione di De Luca. Furiosi anche i titolari dei bar che dalle 11:00 non potranno servire per asporto neanche una tazzina di caffé.

La protesta dei ristoratori a Napoli

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