Il racconto della vittima: “Non è caduto, è stato lanciato”
Non una caduta accidentale. Non una tragica coincidenza. Ma un gesto che potrebbe essere stato intenzionale. È questa l’ipotesi che prende corpo nelle indagini della Polizia di Stato dopo il grave ferimento di una donna di 67 anni colpita da un monopattino precipitato dall’alto nel pomeriggio di oggi a Fuorigrotta, a Napoli.
A prospettarla per prima agli agenti del Commissariato San Paolo sarebbe stata la stessa vittima, ancora vigile e cosciente: «Non è caduto da solo, qualcuno lo ha tirato». Una frase che pesa come un macigno e che cambia radicalmente il perimetro dell’inchiesta.
L’impatto in piazzale Tecchio e i soccorsi
Il fatto è avvenuto in piazzale Tecchio, nel cuore del quartiere Fuorigrotta, a pochi metri dallo stadio Stadio Diego Armando Maradona e nei pressi della struttura dell’ASL Napoli 1 che ospita anche il Sert.
Secondo quanto ricostruito, il monopattino sarebbe stato lanciato da un parcheggio sopraelevato, situato sul tetto dell’edificio, da un’altezza compresa tra i 7 e gli 8 metri. L’oggetto ha centrato la donna mentre stava camminando in strada, colpendola alla testa e a una spalla.
I passanti hanno immediatamente allertato i soccorsi. Il 118 l’ha trasportata in codice arancione all’Ospedale Cardarelli. Per tutto il tragitto la 67enne è rimasta cosciente.
Le condizioni cliniche e il ricovero al Trauma Center
Arrivata al pronto soccorso, i medici hanno disposto il ricovero nel Trauma Center. Le condizioni sono serie ma, al momento, non sarebbe in pericolo di vita. La prognosi resta riservata e i parametri vitali vengono monitorati costantemente.
Il quadro clinico, spiegano fonti sanitarie, impone prudenza: le ferite alla testa richiedono osservazione prolungata per escludere complicazioni neurologiche.
Indagini aperte: incidente o atto deliberato
Sul piano investigativo, nulla viene escluso. Gli agenti del Commissariato San Paolo hanno sequestrato il monopattino e stanno passando al setaccio le immagini delle telecamere di videosorveglianza della struttura sanitaria, del parcheggio e dell’area circostante, inclusa la zona dello stadio.
L’elemento centrale resta la dinamica: secondo i primi rilievi, il mezzo non sarebbe semplicemente caduto, ma proiettato verso la strada, un dettaglio che rafforza l’ipotesi del gesto volontario.
L’area del parcheggio presenta più accessi, e chiunque si trovasse lì avrebbe potuto affacciarsi e lanciare l’oggetto nel vuoto.
Una città e una deriva: quando l’inciviltà diventa pericolo
Il caso riapre una ferita mai chiusa: quella della sicurezza urbana e della banalizzazione del rischio. Un monopattino non è un sasso: è un oggetto pesante, metallico, potenzialmente letale. Lanciato dall’alto, diventa un’arma impropria.
Se l’ipotesi del gesto volontario fosse confermata, non si tratterebbe solo di un fatto di cronaca, ma di un salto di qualità nell’incoscienza collettiva, dove la stupidità si trasforma in violenza casuale.
A Napoli oggi nessuno è morto. Ma il confine è stato sfiorato. E questo, forse, è il dettaglio più inquietante.

