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Violenza sulle donne, dati agghiaccianti: la svolta può partire dalla scuola (VIDEO)

violenza sulle donne

I dati  sono agghiaccianti e l’inasprimento delle misure e l’introduzione del reato di stalking non sono bastati a porre un freno a quella che può essere definita una strage silenziosa. Tante le donne, infatti, che perdono la vita senza avere la forza di denunciare il proprio aguzzino. In molte sono vittime di persone che dovrebbero proteggerle e farle sentire a sicuro. Padri, mariti, amanti che, invece, delle carezze riservano solo sberle ed umiliazioni alla persona alla quale dovrebbero dare amore.

Donne sfregiate e private della loro identità in nome di una folle ed ossessiva gelosia. In occasione della giornata nazionale contro la violenza sulle donne (fortemente voluto da Mara Carfagna, vice presidente della Camera dei Deputati) tanti i personaggi del mondo della politica, dello sport e della televisione che hanno voluto rigare il viso con il rossetto rosso (nel video Barbara D’Urso a Domenica Live) per dare un segnale forte alle istituzioni e non solo. In molti si attendono segnali forti anche dal mondo della scuola. Introdurre l’educazione sessuale ed affrontare con maggiore efficacia tematiche che ancora oggi vengono ritenute tabù.

Mattarella: ‘Una violenza che non conosce confine’

“La violenza sulle donne – ha detto il capo dello Stato – purtroppo non conosce confini geografici, distinzioni di classe o di età: è iscritta in tante singole biografie”. “In ogni sua forma, fino all’omicidio, non è mai un fatto privato né solo conseguenza di circostanze e fattori specifici, ma si inscrive in una storia universale e radicata di prevaricazione sulla donna. Ogni ferita fisica e psicologica inferta a una bambina, ragazza o donna, ogni ingiustificata svalutazione delle capacità femminili – spiega il capo dello Stato – sono forme di oppressione antica che rendono le donne meno libere, meno uguali, subalterne, infine vittime”. Intanto il ministro della Giustizia Bonafede annuncia intanto che le misure sul ‘Codice rosso’ contro la violenza alle donne per dare una corsia preferenziale a denunce e segnalazioni saranno dell’ordine del giorno del prossimo Consiglio dei ministri.

Il ministro Bonafede: ‘150 femminicidi l’anno’

A luglio scorso – dice Bonafede – erano già 130 i femminicidi registrati nei 12 mesi precedenti. Purtroppo si è a una media di 150 l’anno, quasi uno ogni due giorni. Sono le cifre ricordate dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede in un post su Fb in cui annuncia che le misure sul “codice rosso” saranno al prossimo Cdm. Bonafede sottolinea che si tratta di “omicidi consumati nei contesti familiari, per mano di mariti o partner, ex o altri familiari. Le sentenze ci dicono che sul totale delle condanne per omicidi di donne, l’85 per cento sono classificabili come femminicidio, perché avvenuti in ambito familiare o all’interno di relazioni sentimentali poco stabili. Nel 2017 sono state 2.018 le sentenze definitive per violenza sessuale, 1.827 quelle per stalking

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