DitonellapiagaDitonellapiaga

È scontro aperto tra il concorso Miss Italia e la cantante Ditonellapiaga. Al centro della polemica l’utilizzo della denominazione “Miss Italia” come titolo di un brano – e dell’album che lo contiene – da parte dell’artista, attualmente in gara al Festival di Sanremo con “Che fastidio!”.

Gli organizzatori del concorso contestano “l’uso indebito” del marchio e parlano di espressioni contenute nel testo ritenute “lesive della dignità e dell’onore” delle partecipanti, annunciando possibili azioni giudiziarie.


La diffida del concorso Miss Italia

In una nota ufficiale, il concorso ha conferito mandato agli avvocati Pieremilio Sammarco e Vincenzo Larocca per intraprendere “le più opportune azioni giudiziarie” finalizzate a:

  • inibire l’ulteriore utilizzo della denominazione “Miss Italia”;
  • ottenere il risarcimento dei danni subiti e subendi;
  • tutelare l’immagine e la reputazione del concorso e delle sue partecipanti.

Nel mirino, in particolare, alcune espressioni del testo che sarebbero state interpretate come giudizi offensivi nei confronti delle concorrenti.


La replica di Ditonellapiaga: “Interpretazione erronea”

La cantante si è detta sorpresa dalla polemica e ha respinto ogni accusa.

“Nessun insulto, è un testo che parla di me e del rapporto con me stessa, con la perfezione”.

Ditonellapiaga sottolinea che il brano non è ancora stato pubblicato ufficialmente e che il senso del disco riguarda il rapporto personale con i canoni estetici e con l’idea di bellezza.

“Speravo in un po’ di autoironia. La canzone è ancora inedita. Volevo dire che anche una donna bellissima può sentirsi disperata e triste e nascondere l’infelicità con il trucco”.

L’artista ha chiarito anche il passaggio relativo alla parola “disperate”, oggetto delle contestazioni:

“Non ho detto che chi partecipa a Miss Italia è una disperata o una sfigata. Parlo di me, di come vivo la mia bellezza. È facile estrapolare una frase senza il contesto”.


“Non conosco il legalese, se ne occuperanno gli avvocati”

Sul piano strettamente giuridico, Ditonellapiaga ha preferito non entrare nel merito:

“Sono cose legali, non conosco il ‘legalese’, se ne occuperanno le persone preposte”.

La cantante ha ribadito di non aver mai inteso offendere il concorso né le ragazze che vi partecipano, definendo la vicenda frutto di una lettura “maliziosa” e priva della necessaria sensibilità interpretativa.


Il contesto sanremese e il sostegno alla musica femminile

Nel frattempo, l’artista prosegue la sua esperienza a Sanremo con entusiasmo. Si è detta “contentissima” di essere nella cinquina votata dalla sala stampa e ha espresso l’auspicio che possa essere un’edizione segnata da una vittoria femminile.

Ha elogiato le colleghe Levante, Malika Ayane, Arisa e Serena Brancale, definendo “incredibile” il livello vocale delle concorrenti.

Quanto alla propria esibizione, ha spiegato che aprire la gara l’ha aiutata a gestire la tensione:

“Esibirmi per prima mi ha tolto l’ansia dell’attesa”.


Una questione tra marchio e libertà artistica

La vicenda apre un fronte delicato tra tutela del marchio registrato e libertà espressiva artistica. Da un lato la protezione di una denominazione storica e commerciale; dall’altro la possibilità di utilizzarla in un’opera musicale con intento narrativo e personale.

Sarà ora l’eventuale iniziativa giudiziaria a stabilire se l’uso del titolo possa configurare una violazione dei diritti esclusivi o rientri nella sfera della libertà creativa.

Nel frattempo, la polemica ha già acceso il dibattito pubblico, ben oltre il palco dell’Ariston.

Di Rosalyn Bianca

(Annarita Raiola): la passione per la televisione,la musica e il gossip sono state fonte di ispirazione per il suo percorso giornalistico. Un viaggio quotidiano che va dall’approfondita analisi dei programmi tv alle vicende dei personaggi che infiammano il web fino alle nuove tendenze musicali. In passato è stata voce di una radio locale a Serino, in provincia di Avellino.

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